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La campagna, lanciata nel Regno Unito e negli Stati Uniti, segna il ritorno della testata a una nuova produzione televisiva live action dedicata al brand e si sviluppa su più canali, tra TV, radio, social, digital e out of home.
Dall’informazione alla capacità di interpretare il mondo
Al centro della piattaforma creativa c’è una tensione sempre più attuale: nonostante la quantità di informazioni disponibili sia cresciuta in modo esponenziale, molte persone si sentono meno preparate a comprendere gli eventi che influenzano il mondo. La campagna nasce proprio da questa contraddizione: più informazioni non significano necessariamente più consapevolezza. In un ambiente dominato dal rumore e dalla velocità, The Economist rivendica il ruolo dell’analisi, del giudizio editoriale e della capacità di offrire prospettive utili prima che gli eventi diventino urgenti.
Il concept prende forma attraverso situazioni quotidiane in cui una persona si trova improvvisamente chiamata a dare una risposta o un punto di vista: una riunione di lavoro, un’intervista, una conversazione. Momenti in cui la differenza non è avere accesso a più informazioni, ma possedere già gli strumenti per interpretarle.
Una piattaforma destinata a evolvere
L’hero TV spot è stato diretto da Florence Poppy Deary per Biscuit Filmworks e rappresenta il primo progetto sviluppato da Exposure per The Economist dopo l’incarico ricevuto dall’editore. La nuova piattaforma creativa è pensata per essere scalabile e accompagnare il brand durante tutto l’anno con nuove declinazioni, mantenendo al centro il valore della conoscenza come elemento distintivo dell’offerta editoriale.
Il valore del giornalismo indipendente
“The Economist ha sempre creduto che comprendere il mondo richieda più della semplice informazione. Servono giudizio editoriale umano, analisi rigorosa e profondità di prospettiva per affrontare un mondo sempre più complesso con maggiore sicurezza”, ha dichiarato in una nota Nada Arnot, Co-Managing Director di The Economist. “Questa campagna porta questo principio nella vita reale, sottolineando il valore del giornalismo indipendente e presentando The Economist a nuovi pubblici”.
“L’obiettivo era creare una piattaforma capace di rispondere al crescente desiderio delle persone di sentirsi più preparate e sicure in un contesto dove gli eventi globali, il business e la cultura evolvono più rapidamente che mai. L’informazione da sola non crea fiducia: la crea la comprensione”, ha aggiunto Ben Wardle, Ceo di Exposure.