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La nuova referenza nasce infatti all’interno della strategia dell’insegna sugli additivi coloranti, avviata nel 1980 e applicata oggi a oltre 3.000 prodotti del largo consumo confezionato a marchio Coop. La formulazione è stata sviluppata lavorando innanzitutto sugli aromi, attraverso un’attenta selezione da parte del fornitore per trovare il giusto equilibrio gustativo. Anche i test di assaggio sono stati condotti in modalità blind, così da evitare che l’aspetto della bevanda potesse influenzare la percezione del gusto.
Il risultato è una cola dal carattere essenziale: l’estratto di noce di Cola, insieme agli aromi naturali, contribuisce a restituire il sapore tipico della bevanda, senza ricorrere ad additivi destinati esclusivamente a modificarne l’aspetto.
Il colore? Solo dagli ingredienti
La scelta rientra in un approccio che Coop applica trasversalmente alle proprie referenze. Il colore, quando presente, deve derivare dagli ingredienti utilizzati nella ricetta e non da sostanze aggiunte con una funzione esclusivamente estetica.
È il caso, per esempio, dei ghiaccioli a marchio Coop, nei quali il verde e l’arancione sono ottenuti principalmente dagli estratti vegetali di spirulina e cartamo nel primo caso e dal succo concentrato di carota nera nel secondo. Anche il Bitter Rosso Coop deve la propria tonalità al concentrato di ribes nero e carota. La logica vale anche quando l’origine della sostanza è naturale. La curcumina, per esempio, viene ricavata dalla curcuma, ma è classificata come additivo e per questo non viene utilizzata nei prodotti a marchio Coop. L’obiettivo è quindi mantenere formulazioni il più possibile essenziali, riducendo ciò che non viene ritenuto necessario alla composizione del prodotto.
Sandro Luca Galasso, Direttore Qualità e Sicurezza Prodotto Coop Italia
“La tutela della salute dei consumatori guida le nostre scelte e il principio di precauzione è parte del nostro modo di operare. Le conoscenze scientifiche evolvono continuamente: emergono nuove evidenze e si aggiornano le valutazioni sulla sicurezza delle sostanze. Quando dalla ricerca e dai pareri delle autorità scientifiche, come EFSA, emergono dubbi fondati su possibili rischi per la salute, riteniamo importante intervenire preventivamente, anche prima che questi elementi si traducano in nuovi obblighi di legge, introducendo nei nostri requisiti di fornitura restrizioni o divieti di utilizzo. La scelta di escludere fin dal 1980 i coloranti aggiunti, artificiali e naturali, esprime questo orientamento alla precauzione e all’essenzialità delle formulazioni: per noi il colore di un alimento deve derivare dai suoi ingredienti. Un impegno concreto, che continuiamo a rinnovare mettendo al centro la salute dei nostri consumatori”.