Il lavoro non riguarderà soltanto il linguaggio o l’immagine della cooperativa, ma introdurrà anche nuovi strumenti, metodologie e processi condivisi per rendere la comunicazione più integrata e coerente su tutti i touchpoint fisici e digitali.
Blossom opererà come partner strategico e creativo con il compito di supportare Coop Alleanza 3.0 nella gestione della complessità di un sistema articolato, che conta oltre 380 punti vendita distribuiti su territori differenti e coinvolge migliaia di collaboratori e consumatori.
“Il nostro compito è usare tutti gli strumenti a disposizione per governare questa complessità e trasformarla in una leva di valore”, dichiara Giacomo Frigerio, Ceo Blossom. L’obiettivo è costruire un impianto narrativo più solido e riconoscibile, capace di rafforzare la relazione con i soci storici della cooperativa e, allo stesso tempo, dialogare con nuove generazioni di consumatori, dalla Gen X alla Gen Z.
Il planning è a cura di ESSENCEMEDIACOM ITALIA.
Comunicazione più integrata e orientata alla sperimentazione
Uno degli aspetti centrali del progetto riguarda l’introduzione di nuove modalità operative che permettano alla comunicazione di essere più governabile, coordinata e orientata alla sperimentazione.
Il percorso, spiegano le parti coinvolte, agirà infatti su un doppio livello: da una parte il modo in cui Coop Alleanza 3.0 si racconta all’esterno, dall’altra il modo in cui i team lavorano internamente alla costruzione del brand e dei contenuti.
“L’ingresso di una nuova agenzia rappresenta sempre un’iniezione di visioni inedite e un rafforzamento della capacità di innovare linguaggi e soluzioni narrative”, spiega Alessandro Medici, Direttore Comunicazione Coop Alleanza 3.0. Secondo Medici, la sfida principale sarà reinterpretare il dialogo con soci, consumatori e tutte le persone che ogni giorno interagiscono con il brand, rendendo la comunicazione più riconoscibile, contemporanea e credibile.
Il percorso di lavoro si inserisce all’interno dell’approccio metodologico sviluppato da Blossom, definito ‘Transforming Perspectives’. L’idea alla base del metodo è che il cambiamento passi prima di tutto dalla capacità di mettere in discussione abitudini, linguaggi e modelli decisionali consolidati, rileggendo il ruolo e il potenziale del brand in chiave contemporanea.