Player

È scontro sulla produzione pubblicitaria, gli indipendenti attaccano le holding

lettera IWPA agli advertiser

Mentre le holding spingono sempre più verso il consolidamento delle unità di produzione interne, il settore della produzione indipendente reagisce con forza contro quelle che considera pratiche poco trasparenti e non realmente competitive.

A prendere posizione è un gruppo di 22 associazioni nazionali di produttori, che ha deciso di rivolgersi direttamente agli inserzionisti attraverso una lettera aperta: un mercato aperto, diversificato e competitivo rappresenta un vantaggio concreto per i brand, perché consente di ottenere il miglior risultato creativo al prezzo più equo.

il testo completo

Secondo i firmatari, però, questo equilibrio sarebbe oggi compromesso dall’espansione delle strutture di produzione interne alle agenzie. Nella lettera si sottolinea come queste unità siano spesso protette dalla concorrenza, creando una distorsione del mercato. Inoltre, le agenzie si troverebbero in una posizione ambigua, dovendo bilanciare il proprio interesse economico con le reali esigenze dei clienti. In alcuni casi, viene anche denunciata la tendenza di alcune strutture in-house ad ampliare artificialmente il proprio ruolo nei progetti, attribuendosi crediti in cosiddette co-produzioni.

I costi

Un altro punto centrale riguarda il tema dei costi e dell’efficienza. Se da un lato viene spesso sostenuto che la produzione interna sia più veloce ed economica, i produttori indipendenti ribattono che la realtà dimostra il contrario. Quando entrano in gioco ambizione, qualità e valore del brand, spiegano, è la concorrenza trasparente a garantire risultati migliori. Per questo motivo, insistono sull’importanza di processi aperti, gare corrette e un dialogo diretto e trasparente con i clienti, che devono restare al centro delle decisioni.

La richiesta non è quella di proteggere il settore indipendente in quanto tale, ma di preservare un sistema costruito nel tempo, basato su credibilità, qualità e correttezza, che ha sempre operato nell’interesse degli inserzionisti.

Infine, la lettera evidenzia un rischio più ampio: che gli interessi finanziari delle holding finiscano per influenzare le scelte creative. Quando le decisioni operative iniziano a essere condizionate dall’andamento in borsa delle agenzie, avvertono i firmatari, è un segnale che dovrebbe far riflettere seriamente chi affida loro i propri progetti.