Statunitense di Portland (Oregon), immancabile Stetson in capo, capelli lunghi, barba, abbigliamento decisamente casual, e una vaga somiglianza con William Cody, il Buffalo Bill celebre alla fine dell’800, il 62enne Dan Clancy, Ceo di Twitch, ha le idee chiare quando si parla della piattaforma ‘anti-swiping’ (sue parole testuali), che fa rimanere le persone a lungo, perché “i social media odierni sono diventati ‘anti-sociali’: scorrere continuamente i contenuti sul telefono non crea un vero senso di appartenenza o connessione”.
“Le vere community nascono da esperienze condivise e interazioni ripetute nel tempo”, sottolinea Clancy, “che si trasformano in legami profondi: connessioni orizzontali in cui gli utenti si riconoscono e si cercano a vicenda nelle chat”.
“A differenza delle app virali che talora crescono e spariscono altrettanto rapidamente”, prosegue Clancy, “la crescita basata sulla community richiede tempo ma è molto più persistente e meno fragile. Questo ci ha permesso di rimanere al vertice del settore del live streaming. Non per caso tutti e dieci i grandi streamer attirati da YouTube nel 2020 con contratti ‘premianti’ sono tornati su Twitch non appeno gli stessi sono scaduti a causa proprio della mancanza sulle altre piattaforme di quel senso di community che si trova solo da noi. E i broadcaster tradizionali spesso falliscono perché cercano di usare Twitch solo come un feed video. Le community invece si costruiscono intorno alle persone (come i singoli giornalisti o musicisti), non intorno alle emittenti o alle etichette discografiche”.
Quali sono i trend demografici attuali su Twitch?
Il segmento di pubblico più ampio ed economicamente rilevante per noi ha oggi un’età compresa tra i 25 e i 34 anni, una fascia demografica notoriamente complessa da intercettare per gli inserzionisti pubblicitari. Parallelamente, la piattaforma continua a registrare un forte bacino di utenti più giovani. Il gaming rimane indiscutibilmente il nucleo centrale del nostro ecosistema, ma l’idea stereotipata del videogiocatore è ormai superata: basti pensare che oggi il 60% dei giovani videogioca.
Di conseguenza, Twitch si sta espandendo in modo naturale verso contenuti sempre più diversificati, accogliendo artisti, intrattenitori e creator di ogni genere. Un altro dato straordinario riguarda il tempo di visione medio: la sessione media di una diretta su Twitch è di circa 73 minuti, a netto contrasto con i circa 73 secondi stimati per una live su TikTok. Infine, l’utente regolare non si disperde, ma segue e guarda costantemente un numero ristretto di creator (generalmente tra i 4 e gli 8) instaurando con loro un legame diretto e profondo.
In un mercato pubblicitario saturo, qual è il valore aggiunto di Twitch per i brand? E come si esprime il supporto economico della community verso i creator?
L’efficacia della pubblicità su Twitch si basa interamente sul trasferimento emotivo e sulla connessione autentica. La piattaforma rappresenta l’ambiente ideale per i brand proprio perché gli utenti sono estremamente coinvolti a livello emotivo nelle dinamiche delle dirette. A differenza degli spot tradizionali, che impiegano attori pagati per simulare una spontaneità spesso artificiale, su Twitch i creator mostrano reazioni autentiche con i prodotti.
Questo genera momenti spontanei che i brand possono successivamente riutilizzare sotto forma di clip virali. Questa vicinanza si traduce anche in un sostegno economico concreto: oltre due terzi delle entrate di Twitch provengono direttamente chi guarda le dirette che sceglie di sostenere finanziariamente i propri creator preferiti. I clienti pubblicitari e i brand integrano queste entrate, supportando i creator nel percorso di trasformazione della propria passione in una carriera sostenibile.
Quali sono le principali innovazioni tecnologiche e infrastrutturali in arrivo per lo streaming e la gestione delle notifiche?
Da metà giugno 2026 introdurremo lo streaming in doppio formato (Dual-Format), che consentirà la trasmissione simultanea in orizzontale e verticale per tutti gli utenti. Chi accede da dispositivi mobile beneficerà di una visualizzazione verticale a schermo intero ottimizzata, mantenendo la possibilità di passare alla visualizzazione classica ruotando semplicemente il telefono.
Per non gravare sui sistemi hardware dei creator a causa del doppio flusso, abbiamo implementato una tecnologia avanzata di transcodifica lato server dedicata a partner e a una vasta quota di affiliati. Sempre da metà giugno, verrà lanciato lo streaming a risoluzione 2K (1440p) per partner e affiliati, supportato da un aumento del bitrate. Inoltre, stiamo testando la funzione sperimentale ‘Mid-stream summary’: un riassunto testuale generato automaticamente che permetterà a chi entra a live avviata di comprendere subito il contesto di quanto accaduto fino a quel momento.
L’impatto dell’intelligenza artificiale e dei nuovi strumenti per le clip servirà anche ad aumentare la ‘scopribilità’ dei canali, specialmente per gli streamer più piccoli?
La novità più rilevante è ‘Autoclips’, una funzionalità basata sull’AI attualmente in fase di test e prossima alla beta. Questo strumento genera automaticamente clip provviste di sottotitoli analizzando l’attività della chat, l’inflessione vocale dello streamer e gli eventi salienti sullo schermo. I test dimostrano che l’adozione di Autoclips innalza la percentuale di canali che hanno almeno una clip da condividere a fine stream dal 50% all’85%, rivelandosi una risorsa fondamentale per i piccoli creator.
Sarà persino possibile attivarlo vocalmente in diretta dicendo ‘Twitch, clip that‘. Inoltre, potenzieremo le clip della community consentendo di inserire e modificare sottotitoli automatici (testo, tempistiche e stile) per agevolare la visione ad audio disattivato, esplorando anche funzioni di ritaglio automatico (Autocropping). Infine, da giugno, i creator troveranno un elenco ordinato delle migliori clip in cima al riassunto dello stream e potranno condividerne fino a 5 simultaneamente sul proprio feed delle Storie. Le Storie si concentreranno maggiormente sulle clip, che verranno poi integrate anche nel feed live e nel Feed Clip generale, per massimizzare la scopribilità organica.
Come si stanno evolvendo gli strumenti di moderazione della chat e quali novità ci sono per l’inclusività attraverso il programma Twitch Guilds?
I moderatori sono la spina dorsale della community. Per celebrarli, introdurremo la visualizzazione dei loro anniversari di attività in chat ogni 6 mesi, similmente a quanto previsto per gli abbonati. Dal punto di vista tecnico, lo strumento AutoMod diventerà adattivo e predittivo, basandosi sulle azioni passate dei moderatori stessi. Se un moderatore blocca ripetutamente varianti inedite di spam (ad esempio, l’uso di termini alternativi per mascherare annunci truffa),
AutoMod apprenderà autonomamente a connettere i dati e ad agire in autonomia nelle occasioni successive, azzerando la necessità di configurazioni manuali. Per quanto riguarda il supporto reciproco e l’inclusione, il programma ufficiale Guilds (che conta già 8.000 streamer suddivisi in 4 gilde gestite direttamente dai creator) si espanderà ulteriormente. Abbiamo infatti annunciato la nascita di 3 nuove gilde ufficiali: la Indigenous Guild, la Disability Guild e la Asian Guild.
In merito ai piani per il TwitchCon Europe, che cosa dobbiamo aspettarci dalle prossime edizioni?
Gestire una convention di questa portata cambiando città ogni singolo anno ha dimostrato una complessità organizzativa non indifferente. Per questa ragione, abbiamo da qualche anno ridefinito la strategia globale, decidendo di stabilire la sede del TwitchCon in una specifica città per periodi fissi di 2 o 3 anni prima di effettuare un nuovo spostamento.
Per l’edizione corrente del 2026 a Rotterdam registriamo uno straordinario successo con oltre 10.000 partecipanti. Contestualmente, abbiamo annunciato ufficialmente che il TwitchCon Europe si sposterà a Berlino per i prossimi due o tre anni. Si tratta di un ritorno strategico in una città che ha già dimostrato eccellenti capacità ricettive, avendo ospitato la primissima edizione europea del TwitchCon nel 2019. I criteri cardine nella selezione della città ospitante rimangono infatti la centralità geografica e la facilità dei collegamenti e dei trasporti per tutti i partecipanti.
di Massimo Bolchi