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KesselsKramer dichiara fallimento, cade una delle agenzie creative più influenti d’Europa

A ufficializzare la notizia via social lo stesso management. La causa principale viene imputata alla cancellazione improvvisa di tre importanti incarichi

Si chiude una pagina importante della storia della comunicazione europea. Il tribunale di Amsterdam ha infatti dichiarato il fallimento di KesselsKramer, l’agenzia indipendente fondata nel 1996 da Erik Kessels e Johan Kramer che negli ultimi trent’anni ha contribuito a ridefinire il linguaggio pubblicitario con campagne anticonvenzionali e fortemente riconoscibili.

Il suo nome è legato ad alcune delle operazioni di branding più iconiche dei Paesi Bassi, a partire dal celebre slogan e dalle installazioni rosse e bianche ‘I amsterdam’, diventate uno dei simboli più fotografati della capitale olandese. Ma il portfolio comprende anche campagne entrate nella storia della pubblicità come quelle realizzate per l’Hans Brinker Budget Hotel, noto a livello internazionale per la sua comunicazione ironica e autoironica, capace di trasformare i difetti della struttura in punti di forza creativi.

Ha inoltre firmato il concept ‘I am Ben’ per l’operatore telefonico Ben e ha lavorato per brand e istituzioni come Levi’s, Het Parool, Belastingdienst, Bavaria e numerose realtà culturali.

Secondo il Registro Centrale delle Insolvenze dei Paesi Bassi, l’agenzia è stata dichiarata insolvente il 29 maggio, dopo aver ottenuto due giorni prima una sospensione temporanea dei pagamenti. A seguire la procedura è stata nominata la curatrice Els Doornhein.

Intervistata da RTL Z, Doornhein ha spiegato che le cause del fallimento sono ancora oggetto di verifica, ma che il management ha individuato il fattore scatenante nell’improvvisa cancellazione di tre importanti incarichi commerciali. Una situazione che avrebbe compromesso la continuità finanziaria dell’agenzia.

Anche Matthijs De Jongh, co-proprietario della società, ha confermato che la crisi è stata il risultato di una combinazione di fattori culminata nella perdita simultanea di tre commesse considerate strategiche per la sostenibilità economica dell’azienda.

La notizia arriva in un momento particolarmente delicato anche per il mercato della comunicazione olandese: le agenzie creative, come del resto in molti altri Paesi, stanno affrontando una crescente pressione dovuta alla digitalizzazione dei processi, alla frammentazione dei budget marketing e all’impatto delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale, che stanno modificando modelli operativi e richieste dei clienti.

Il fallimento appare ancora più sorprendente considerando che KesselsKramer risultava pienamente operativa fino a poche settimane fa. L’agenzia contava ancora 21 dipendenti e aveva recentemente firmato campagne visibili in tutta Amsterdam per lo Stedelijk Museum e per l’Holland Festival.

Non è esclusa, al momento, l’ipotesi di un rilancio dell’attività. La curatrice ha infatti dichiarato di stare valutando la possibilità di una ripartenza sotto una nuova forma societaria.

Il testo del post

KesselsKramer closes after 30 years.

It’s with pain in our hearts that we have to announce KesselsKramer has filed for bankruptcy. We have dealt with challenges before. This one we didn’t see coming.

Together with the trustee, Els Doornhein we are investigating the possibilities for a relaunch.

We would like to thank all KesselsKramers, past and present, as well as the many talented creators, partners and friends who helped build our international reputation. And our clients for the trust, courage and humanity they have shown throughout the years. We couldn’t have done it without you.

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