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Podcast, il settore cambia pelle: il video cresce, i format evolvono e i modelli di business si trasformano

A oltre vent’anni dalla nascita del podcasting, il settore sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Quello che era nato come un ecosistema prevalentemente audio, aperto e distribuito liberamente, sta oggi assumendo nuove forme. Cambiano i modelli di business

I podcast diventano video, i format conversazionali guadagnano terreno sulle serie narrative e i modelli economici si fanno sempre più articolati. È quanto emerge dal nuovo report del Reuters Institute, che analizza il cambiamento attraverso ricerche sul pubblico e interviste a editori e operatori internazionali.

Dall’audio al video: la nuova fase del podcasting

Una delle trasformazioni più evidenti riguarda il passaggio al video. Negli ultimi anni piattaforme come YouTube, Spotify e Apple hanno introdotto nuove funzionalità e sistemi di visibilità che stanno favorendo sempre più i contenuti video, spingendo editori e creator ad adattare le proprie strategie.

Molti publisher stanno iniziando a produrre versioni video dei propri podcast o ad aggiungere componenti visuali ai format esistenti. Alcuni hanno deciso di trasformare l’intera offerta in un ecosistema multimodale, mentre altri stanno adottando approcci più selettivi: i podcast conversazionali vengono facilmente adattati al video, mentre produzioni narrative e investigative continuano a rimanere prevalentemente audio.

La ragione non è solo editoriale ma anche strategica: il video migliora la scoperta dei contenuti e aumenta la possibilità di intercettare nuove audience.

I podcast non sostituiscono le news: le completano

Il report mostra come i podcast abbiano assunto un ruolo specifico nelle abitudini informative delle persone. Più che sostituire altri media, vengono utilizzati per approfondire, contestualizzare e aggiungere prospettive a notizie già incontrate altrove.

Tra gli utenti più coinvolti, soprattutto giovani e persone con elevato interesse per l’informazione, sono percepiti come uno strumento utile per comprendere temi complessi e costruire conoscenza. Il loro punto di forza è la capacità di offrire tempo, contesto e approfondimento in un ecosistema mediatico dominato dalla velocità e dalla frammentazione.

La crescita dei podcast guidati dalle personalità

Parallelamente si assiste a una trasformazione dei contenuti. Se in passato il boom del settore era stato guidato da serie investigative e narrative di forte impatto, oggi crescono soprattutto i podcast conversazionali e quelli costruiti attorno a figure riconoscibili. Secondo molti editori, il pubblico cerca sempre di più volti e voci con cui sviluppare un rapporto di fiducia e continuità.

Il video rafforza la relazione con il pubblico

L’introduzione del video non cambia soltanto il formato ma modifica anche il tipo di relazione tra creator e audience.

Per alcuni utenti vedere i conduttori, osservare espressioni e linguaggio del corpo rende l’esperienza più coinvolgente e aumenta il senso di vicinanza con chi racconta le notizie. Il report richiama il concetto di relazioni parasociali, ovvero quel legame emotivo unilaterale che si crea con personaggi e creator.

Tuttavia il contesto d’uso continua a essere determinante: il video prevale spesso a casa o davanti a schermi connessi, mentre l’audio resta dominante durante spostamenti, allenamenti o altre attività quotidiane. Più che una sostituzione, il mercato sembra orientarsi verso una coesistenza dei due formati.

Cambiano anche i modelli economici

La trasformazione riguarda anche il business. Sebbene la pubblicità continui a rappresentare la principale fonte di ricavi, sempre più editori stanno sperimentando formule ibride che combinano advertising, abbonamenti, contenuti premium, eventi e membership.

Tra gli esempi citati figurano The Economist, Die Zeit e The New York Times, che hanno introdotto offerte dedicate ai podcast a pagamento. Convincere gli utenti a pagare, però, continua a essere una sfida: molti consumatori dichiarano di preferire contenuti gratuiti supportati dalla pubblicità.

Dai podcast agli show, il nuovo modello

Accanto agli editori tradizionali emerge un modello differente, rappresentato da realtà come Goalhanger o Chora Media. In questi casi il podcast non è più il prodotto centrale ma una parte di un ecosistema più ampio fatto di talent, community, eventi, newsletter e merchandising. L’obiettivo non è monetizzare il singolo episodio, ma costruire nel tempo una relazione con il pubblico e sviluppare vere e proprie community attorno a creator e format.

Un settore sempre più difficile da definire

La trasformazione in corso rende sempre più complesso definire cosa sia oggi un podcast. Audio, video, social media e piattaforme si stanno fondendo in un ambiente in cui i confini tra contenuto, programma e creator diventano meno netti.

Secondo il Reuters Institute, il futuro del podcasting sarà sempre più caratterizzato da strategie ibride, in cui contenuti gratuiti e a pagamento, giornalismo e personalità, profondità e intrattenimento convivranno all’interno di ecosistemi sempre più articolati.