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Ovviamente riferendosi alla chiusura del rapporto tra Amadeus e Discovery, per il quale, nonostante il dispiacere per l’addio, con la giusta progettualità ci potrebbe essere ancora posto. Il tutto all’interno di una conferenza stampa fiume che, scegliendo come location il Teatro delle Muse di Ancona, per la prima volta non si è svolta in uno dei centri produttivi dando corpo all’headline di presentazione dei nuovi palinsesti: ‘Rai c’è’.
Motore dell’industria audiovisiva italiana
Come detto la Rai realizza il 74% delle produzioni audiovisive nazionali, sostenendo una filiera composta da migliaia di professionisti, autori, artisti, tecnici, produzioni e imprese creative. Nel suo discorso di presentazione dei nuovi palinsesti l’ad Rossi ha sostenuto la visione di una Rai ecosistema editoriale nel quale televisione lineare, RaiPlay, radio, digitale, social ed eventi live dialogano tra loro, accompagnando un pubblico che negli ultimi dieci anni ha cambiato radicalmente il modo di consumare contenuti. La contrazione degli ascolti della televisione tradizionale, infatti, non è un fenomeno congiunturale ma un cambiamento strutturale, determinato dalla crescita delle piattaforme digitali e da modalità di fruizione sempre più personalizzate. Di qui innovazione tecnologica e investimenti nelle infrastrutture produttive. Perché significa liberare risorse da reinvestire nei contenuti. Infatti, quando li si propone fortemente riconoscibili, il pubblico continua a rispondere. Dagli eventi sportivi come Olimpiadi e Mondiali al Festival di Sanremo, fino ai grandi appuntamenti dell’intrattenimento, riunendo pubblici differenti e aggregando milioni di spettatori su tutte le piattaforme.
I nuovi canali: territorio, scuola e nuove generazioni
La trasformazione passa anche attraverso un ripensamento dell’offerta editoriale. Tra le principali novità annunciate c’è la nascita di Italiana, nuovo canale dedicato ai territori, concepito per raccontare il Paese attraverso le sue identità culturali, storiche e paesaggistiche. Debutta anche Vibe, canale per il pubblico preadolescenziale, fino a oggi poco presidiato.
RaiPlay punta sulla GenZ. Docu-serie, talent e nuovi linguaggi
La piattaforma continua ad ampliare il proprio catalogo, ma soprattutto consolida il ruolo di ambiente pensato per dialogare con le nuove generazioni attraverso contenuti nativi digitali, serialità breve e un linguaggio costruito sulle modalità di consumo tipiche delle piattaforme. Il pubblico di riferimento è quello dei giovani adulti, in particolare la fascia 18-34 anni. Episodi da 25-30 minuti, narrazioni transmediali e temi contemporanei. Tra i titoli di punta torna Il Collegio (ultima edizione 23 mio di visuaizzazioni), che festeggia i dieci anni riportando gli studenti nel 2006, con una nuova voce narrante e un inedito indirizzo artistico fatto di laboratori creativi, danza e arti performative. Debutta invece FOMO – Fear of Missing Out, docu-serie ambientata nell’ultimo anno di liceo che affronta senza filtri temi come amicizia, primi amori, salute mentale, reputazione digitale, sessualità, identità e paura dell’esclusione, fotografando una generazione cresciuta tra TikTok, WhatsApp, stories e notifiche continue. Al suo fianco anche Scuola di Danza, che continua a seguire il percorso dei giovani allievi del Teatro dell’Opera di Roma; la seconda stagione di Dark Lines – Delitti a Matita, la cronaca nera attraverso il linguaggio della graphic novel concentrandosi adesso sui casi di criminalità giovanile, e Techegram, che rilegge l’immenso patrimonio delle Teche Rai attraverso i codici comunicativi dei social media, trasformando l’archivio storico in contenuti brevi e facilmente condivisibili. Accanto ai racconti generazionali, format dedicati alla formazione e ai mestieri creativi come Quelli che il Cinema; CIOÈ, che segue il percorso artistico di sessanta giovani talenti; I Mestieri della TV, viaggio dietro le quinte della televisione pubblica e delle professionalità che la rendono possibile. Infine, nuove produzioni come Scomode – In 5 sul divano, short comedy dedicata all’universo femminile contemporaneo, Francesco d’Assisi e i suoi Ribelli, rilettura contemporanea della figura del santo in occasione degli ottocento anni dalla morte, Dietro le quinte con Elisabetta, con Elisabetta Ferracini nei backstage delle produzioni Rai, e Countdown, evento live di Capodanno da Napoli pensato per accompagnare il pubblico attraverso i diversi fusi orari del mondo.
Fiction, cinema, documentari, musica e sport: gli asset strategici del servizio pubblico
La fiction continua a rappresentare uno degli asset identitari del servizio pubblico, capace di distinguere la Rai anche sul piano internazionale. Tra le novità di Rai1 c’è Una finestra vista lago, giallo-comedy in quattro puntate tratto dai romanzi di Andrea Vitali, ambientato negli Anni Trenta, con Antonio Folletto e Giulia D’Aloia. Debutta anche La famiglia Panini – L’avventura delle figurine, in tre puntate, che racconta la nascita dell’impero delle figurine nella Modena del dopoguerra, con Serena Rossi nel ruolo di Olga Panini. Con 177 giorni – Il rapimento di Farouk, Rai1 ricostruisce in tre serate il sequestro di Farouk Kassam del 1992. Marco Bocci interpreta il padre del bambino. Tutto l’amore che resta, con Raoul Bova e Giulia Bevilacqua, è un family drama in quattro serate ambientato in un liceo che fa dell’inclusione la propria missione. Spazio anche alla commedia con Una piccola formalità, tratta dal romanzo di Alessia Gazzola: Pilar Fogliati interpreta una giornalista che, dopo un’inaspettata eredità, si ritrova coinvolta tra segreti di famiglia e colpi di scena. La miniserie Livatino – Il giudice e i suoi assassini ripercorre la vita e l’impegno del magistrato Rosario Livatino fino al suo assassinio per mano della mafia. Su Rai2 arriva invece Estranei, thriller in quattro puntate con Elena Radonicich, Ricky Memphis, Giulio Scarpati e Isabella Ferrari, ambientato nella comunità Sikh di Correggio. Tra i titoli più attesi torna Doc – Nelle tue mani 4, con Luca Argentero nei panni di Andrea Fanti, chiamato ad affrontare una sanità alle prese con tagli e nuove sfide. Ma anche Elena Sofia Ricci in I casi di Teresa Battaglia – Figlia della cenere e la seconda stagione di Libera, con Lunetta Savino ancora protagonista. Impegno confermato sul fronte del documentario, definito uno degli strumenti più efficaci per raccontare il Paese e promuoverne l’immagine nel mondo. Rossi rivendica inoltre il ruolo della Rai nel sostegno alla musica italiana, considerata un patrimonio che difficilmente potrebbe mantenere l’attuale livello di esposizione senza il contributo del servizio pubblico, e nello sport, ricordando gli oltre 600 milioni di euro investiti nei diritti televisivi per garantire la copertura gratuita dei principali eventi nazionali e internazionali.
Informazione e intrattenimento
Se la fiction resta uno dei pilastri della programmazione, l’ investimento della Rai riguarda anche l’informazione. Le ore dedicate all’approfondimento sono passate da circa 400 nel 2023 a quasi 700. Tra le novità, il mercoledì in prima serata su Rai2 debutta Patù, condotto da Roberto Inciocchi, che lascia la guida di Agorà su Rai3. Al suo posto arriva Annalisa Bruchi. Cambiano volto anche Ore 14 e Ore 14 Sera, che passano a Salvo Sottile dopo il trasferimento di Milo Infante a Mediaset. Sempre su Rai2, dal 21 dicembre, prende il via Ultima chiamata, nuovo programma affidato a Vittorio Brumotti. Resta invece ancora senza un conduttore Chi l’ha visto?, sempre nel palinsesto di Rai3 dopo l’addio di Federica Sciarelli. L’intrattenimento conferma i suoi protagonisti storici Da Carlo Conti (il suo Tale e quale show viene spostato a mercoledì su Rai1) a Milly Carlucci, Mara Venier, Antonella Clerici e Marco Liorni, ma al tempo stesso prosegue il percorso di rinnovamento generazionale che vede in Stefano De Martino uno dei volti più rappresentativi della nuova Rai, che sarà anche direttore artistico per due anni del Festival di Sanremo, sottolineando il senso del progetto. Serata speciale con Roberto Benigni, il suo Cantico su San Francesco andrà in onda il 4 ottobre su Rai1. Fiorello prosegue con il suo show radiofonico La Pennicanza.
I Latin GRAMMY arrivano su Rai1
L’evento, in programma nella primavera del 2027 e previsto dopo il Festival di Sanremo, vedrà alternarsi sul palco artisti italiani e internazionali in una grande celebrazione del patrimonio musicale del nostro Paese e della sua influenza oltre i confini nazionali. Non sarà la cerimonia dei Latin GRAMMY Awards, ma uno spettacolo-evento pensato per raccontare l’eredità e la forza della canzone italiana davanti a un pubblico globale.
di monica lazzarotto