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Un percorso che ha voluto andare oltre la dimensione celebrativa, proponendo una chiave interpretativa del passato utile a leggere il presente e immaginare il futuro della comunicazione. Al centro, l’evoluzione del modello pubblicitario: dalla vendita degli spazi alla costruzione dell’audience, fino alla centralità della relazione in un ecosistema sempre più guidato da dati e automazione.
Un dialogo aperto con il mercato
Accanto alla mostra, il progetto si è sviluppato attraverso tre workshop realizzati con UNA, Nielsen, UPA e le principali centrali media italiane (Dentsu Italia, Havas Media, Omnicom Media Italia, Publicis Groupe e WPP Media Italia). Sono stati proprio questi appuntamenti a trasformare l’anniversario in un vero e proprio spazio di confronto con il mercato. Gli incontri hanno approfondito temi come il ruolo dell’intelligenza artificiale, il valore dei media nell’ecosistema digitale e l’impatto dei nuovi strumenti generativi sulla creatività e sulle dinamiche di marca, con la partecipazione di stakeholder nazionali e internazionali.
Tutti i workshop sono andati in onda su RaiPlay, e attualmente disponibili in piattaforma, ampliando così l’accessibilità del confronto oltre il momento fisico degli eventi.
Dal Centenario alla visione editoriale
Il percorso si completerà con la pubblicazione del volume ‘Spazi che creano futuro’, che raccoglie contributi di studiosi e analisti sui cambiamenti in atto nei linguaggi e nei formati della comunicazione. Un’estensione editoriale che prosegue la riflessione avviata dal progetto espositivo, confermando la volontà di Rai Pubblicità di leggere le trasformazioni del mercato per interpretarne le evoluzioni future.
Luca Poggi, Amministratore delegato Rai Pubblicità
“I cento anni di storia di Rai Pubblicità racchiudono tre tappe fondamentali: l’evoluzione dalla vendita di spazi alla costruzione di audience, l’integrazione crossmediale e, oggi, la svolta decisiva dall’audience alla relazione. In un ecosistema dominato da algoritmi e automazione, il vero valore non sta più nel semplice raggiungimento dei target, ma nel dare vita a contesti in cui il messaggio risulti rilevante, credibile e memorabile”.