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La Commissione ha scelto EUROPA e l’italiana Domyn per realizzare un’AI avanzata in tutte le lingue della UE

L’obiettivo dell’iniziativa è contribuire a rafforzare le capacità dell’Unione di sviluppare un’AI avanzata su una propria infrastruttura, sciolta dagli obblighi verso gli USA o la Cina. Peccato solo per i chip Nvidia

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Il progetto mira inoltre a dimostrare che l’Europa dispone del talento, delle infrastrutture e della capacità industriale indispensabili per realizzare sistemi avanzati di artificial intelligence.

Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutivo per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia della Commissione, ha sottolineato che l’Europa “può assumere un ruolo di primo piano nell’AI avanzata rispettando i propri principi e le proprie norme. EUROPA realizzerà infatti un modello europeo di AI, dimostrando nei fatti che possiamo competere con i migliori pur rimanendo fedeli ai nostri valori. Si tratta di rafforzare la capacità dell’Europa di plasmare il futuro dell’AI ponendo al centro l’apertura, la fiducia e l’autonomia strategica”.

La sfida per un LLM Europeo

Il concorso Frontier AI Grand Challenge aveva invitato a febbraio di quest’anno i principali player europei a sviluppare modelli di AI all’avanguardia, con una capacità computazionale equivalente ad almeno 400 miliardi di parametri. Grazie all’utilizzo di architetture efficienti e modulari come il Mixture-of-Experts (MoE), questi modelli dovrebbero stabilire nuovi standard di riferimento in termini di prestazioni ed efficienza. Questa iniziativa ha integrato gli sforzi più ampi dell’UE volti a rendere l’Europa il ‘continente dell’AI’, come definito nel Piano d’azione ‘AI Continent’, e a rafforzare l’ecosistema europeo delle startup e delle scale-up nel settore dell’AIA, garantendo che gli innovatori più promettenti abbiano accesso alle infrastrutture necessarie per competere a livello globale.

L’Europa non può permettersi di rimanere ancora a lungo un consumatore passivo di tecnologie sviluppate altrove. La dipendenza dai grandi modelli americani e cinesi solleva questioni che vanno ben oltre l’efficienza tecnica: riguardano la sicurezza dei dati, il controllo normativo, la tutela della proprietà intellettuale e, in ultima analisi, la sovranità digitale del continente.

Un consorzio a guida italiana

EUROPA, un consorzio europeo guidato dall’azienda italiana Domyn, rappresenta la risposta della UE, affrontando questa vulnerabilità su due fronti. Il primo è di natura infrastrutturale: disporre di un modello di frontiera addestrato e gestito sul territorio europeo, sotto la governance europea, significa poter applicare l’AI Act e le normative sulla privacy senza dover negoziare con entità extra-UE. Il secondo fronte è culturale e linguistico: un sistema in grado di operare con la stessa competenza in tutte le lingue dell’Unione trasforma la frammentazione linguistica dell’Europa da un limite strutturale a un vantaggio competitivo.

Si tratta di un significativo cambiamento di paradigma, in un momento in cui i modelli dominanti sono stati addestrati prevalentemente in inglese e riflettono inevitabilmente le priorità culturali anglosassoni.

“Questo progetto dimostrerà che l’Europa è in grado di sviluppare, controllare e far progredire costantemente le proprie capacità all’avanguardia nel campo dell’AI”, ha commentato Uljan Sharka, Ceo and Founder of Domyn. “Realizzando un modello aperto in tutte le 24 lingue dell’UE, abbiamo l’opportunità di creare un’infrastruttura che rifletta le conoscenze, le lingue e i valori dell’Europa, pur rimanendo accessibile alle imprese, ai ricercatori, agli sviluppatori e alle istituzioni pubbliche di tutto il continente”.

L’AI disponibile liberamente

“Per la nostra azienda, poi”, ha proseguito, “questa scelta ci colloca tra un ristretto gruppo di organizzazioni a livello globale in grado di realizzare sistemi di AI all’avanguardia. Il modello in sé è importante, ma ancora più importante è sviluppare le competenze, le infrastrutture e le capacità scientifiche necessarie per realizzarlo. Tali capacità contribuiranno a plasmare il futuro dell’AI europea negli anni a venire”.

Il Large Language Model di EUROPA sarà disponibile liberamente e progettato per operare all’avanguardia delle capacità globali nel campo dell’AI. Contribuirà a garantire che un numero maggiore di persone e organizzazioni in tutta l’Unione possa beneficiare dei progressi nell’Artificial Intelligence, rendendo l’AI avanzata più accessibile alle imprese, ai ricercatori e alle istituzioni pubbliche in tutta la diversità linguistica europea.

Forse tutta questa enfasi sulle possibilità ‘europee’ del nuovo LLM potrebbe essere un po’ esagerata, se (come appare probabile, visti i rapporti consolidati tra le imprese) EUROPA sarà basato sui chip di Nvidia, ingegnerizzati negli USA e prodotti a Taiwan

di Massimo Bolchi