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L’iniziativa nasce da un problema spesso trascurato dalle applicazioni di navigazione: conoscere il percorso non significa necessariamente sapere quanto sia effettivamente percorribile. Le mappe tradizionali possono indicare itinerari senza gradini, ma non sempre segnalano se un marciapiede è liscio, dissestato o ricoperto di sampietrini. Per chi utilizza una carrozzina, queste condizioni non rappresentano soltanto un disagio, ma possono provocare dolore e rendere difficoltosi gli spostamenti.
Secondo i dati citati dal progetto, nel mondo sono circa 80 milioni le persone che utilizzano una carrozzina per muoversi. Da qui l’idea di sfruttare una tecnologia già presente sui monopattini Bolt per colmare una lacuna nelle informazioni disponibili sulla mobilità urbana.
Dai sensori dei monopattini alle mappe dell’accessibilità
La soluzione utilizza accelerometri, giroscopi, ricevitori GPS e telecamere già installati sugli scooter per le attività di sicurezza e manutenzione dei veicoli. I sensori registrano le caratteristiche delle superfici attraversate durante gli spostamenti quotidiani: i dati vengono quindi analizzati e trasformati in valutazioni della qualità del fondo stradale, secondo una scala di cinque livelli. In questo modo, le informazioni raccolte da una flotta nata per la micromobilità possono contribuire a descrivere le condizioni reali delle strade e dei marciapiedi, offrendo indicazioni aggiuntive a chi deve pianificare un percorso accessibile.
Un elemento importante del progetto è la scelta di non sviluppare una nuova applicazione proprietaria. I dati vengono infatti pubblicati su OpenStreetMap, il database cartografico open source utilizzato da sviluppatori e servizi di navigazione, dove possono essere integrati nelle applicazioni che supportano indicazioni basate sulla qualità delle superfici. Anche il software necessario per elaborare le informazioni è stato rilasciato con licenza open source MIT, consentendo a città, sviluppatori e organizzazioni di utilizzarlo, adattarlo e contribuire alla sua evoluzione.
Tallinn, il test che ha mappato 550 chilometri
Il primo progetto pilota è stato realizzato a Tallinn, in Estonia, dove i monopattini Bolt hanno percorso 550 chilometri attraversando tutti gli otto distretti della città. Durante il test sono state raccolte 40,5 milioni di rilevazioni degli accelerometri, da cui sono state elaborate 66.088 valutazioni individuali delle superfici. Parallelamente è stata effettuata una mappatura manuale per verificare l’affidabilità del metodo. Il risultato è stato un aumento del 26% delle informazioni disponibili sulla qualità delle superfici stradali della città.
Da servizio di mobilità a infrastruttura per la città
Bolt gestisce oltre 230.000 monopattini in più di 270 città nel mondo, raccogliendo ogni giorno milioni di dati. Con Wheels4Wheels l’azienda prova a valorizzare questo patrimonio informativo anche al di fuori delle proprie attività operative, mettendolo a disposizione di chi può utilizzarlo per migliorare l’accessibilità degli spazi urbani.
“Wheels4Wheels dimostra come una piattaforma esistente possa essere ripensata come infrastruttura civica. Quelli che inizialmente erano dati sulla mobilità della flotta diventano uno strumento concreto di inclusione, trasformando un servizio urbano familiare in una risorsa aperta per città più accessibili”, commenta nella nota Alex Schill, Global Chief Creative Officer di Serviceplan Group.
Credit
Il progetto coinvolge Bolt e Serviceplan Group per la direzione creativa, 1ar labs per la parte di dati e ingegneria, oltre a diverse realtà specializzate nella produzione audiovisiva e digitale.