Mercato

Interbrand Best Global Brands 2026: il valore dei marchi cresce dell’8,1%. Nvidia entra nella Top 10

Il Report evidenzia una distanza crescente tra i marchi capaci di trasformare la propria forza in risultati di business e quelli che continuano a fare affidamento principalmente sulla reputazione

A guadagnare terreno sono soprattutto le aziende che riescono a convertire rilevanza, fiducia e distintività in domanda, relazioni più solide con i consumatori e nuove opportunità commerciali.

Interbrand chart

Nvidia entra nella Top 10

Tra i principali risultati dell’edizione 2026 spicca Nvidia, che entra nella Top 10 globale dopo aver registrato un incremento del valore del brand superiore al 71%, risultando il marchio con la crescita più rapida dell’anno.

Il risultato riflette il ruolo degli investimenti nell’intelligenza artificiale, della domanda di prodotto e dell’espansione dei mercati nella creazione di valore. La classifica evidenzia come questi fattori possano accelerare la crescita, mentre altri marchi, pur disponendo di una brand equity consolidata, faticano a rispondere all’evoluzione delle aspettative dei consumatori e alle condizioni di mercato.

Ferrari cresce del 15%, presenti anche Gucci e Prada

L’Italia è rappresentata da tre marchi. Ferrari, al 51° posto, registra una crescita del valore del brand del 15% e rientra tra i Top Riser dell’anno. Gucci, al 93° posto, e Prada, al 96°, confermano invece la propria presenza nella classifica.

I risultati mostrano andamenti differenti anche tra marchi affermati, confermando il peso della capacità di adattarsi alle trasformazioni del mercato e di tradurre la forza del brand in opportunità di crescita.

La forza del brand come leva di business

“Per anni, i brand forti potevano presumere che la loro reputazione li avrebbe sostenuti nei periodi difficili, ma oggi non basta più – ha dichiarato Gonzalo Brujó, Global Ceo Interbrand -. I brand che stanno guadagnando terreno sono quelli che utilizzano il brand come leva di business, anziché considerarlo semplicemente un asset, creano nuove fonti di domanda, consolidano le relazioni con i consumatori e individuano nuove opportunità di crescita”.

L’Automotive affronta il suo anno più difficile

Nel 2026, l’Automotive è stato il settore maggiormente sottoposto a pressioni. Il valore medio dei brand di questo comparto è diminuito, suggerendo come per i produttori stia diventando sempre più difficile trasformare l’innovazione in un fattore realmente differenziante.

Toyota (#9) si conferma il brand Automotive meglio posizionato, nonostante una diminuzione del valore prossima al 20%. Tesla (#50) ha registrato uno dei cali di valore più marcati dell’intera classifica, perdendo 25 posizioni e quasi il 38% del proprio valore. In controtendenza, brand come Hyundai (#29), Kia (#87), BYD (#89) e Ferrari (#51) hanno continuato a sovraperformare rispetto a gran parte del settore, grazie a proposte più deXnite e a motivazioni d’acquisto più convincenti per i consumatori.

Il Luxury entra in una fase di polarizzazione

Il Luxury rimane uno dei settori più forti della classifica, ma il 2026 evidenzia una divisione sempre più netta tra i brand che hanno aumentato il proprio valore e quelli che, invece, hanno registrato un calo. Hermès (#15) ha rafforzato la propria posizione tra i brand del lusso di maggior valore al mondo, ma sono in crescita anche Chanel (#24), Cartier (#69) e Tiffany & Co. (#91). I risultati suggeriscono che l’heritage continua a rappresentare un valore importante per i brand di questo settore, ma solo quando è accompagnato da rilevanza
culturale, desiderabilità e da una customer experience capace di continuare a giustificare un posizionamento premium.

I nuovi ingressi mostrano dove sta emergendo il valore

Best Global Brands 2026 registra diversi nuovi ingressi: Zurich (#58), Hitachi (#90), GE Healthcare (#95) e Hewlett Packard Enterprise (#99), che rientra quest’anno in classiXca. La loro presenza riflette l’evoluzione delle priorità del mercato e dimostra come proposte focalizzate, solide performance commerciali e leadership di categoria restano
determinanti per entrare nella Top 100.