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WomenXImpact 2021, parola alle protagoniste. Fiorella Passoni, Ceo Edelman: ci vorranno più di 60 anni per raggiungere il 50/50, senza contare il duro colpo della pandemia. Ma la condivisione è base di partenza per lo sviluppo di soluzioni nuove, creative, che guardano al futuro. “Divenni Ceo rientrata dalla maternità e ho fatto carriera internazionale vivendo in Italia”. Come dire, si può, si deve

Perché hai deciso di diventare speaker di WomenXImpact e perché è importante che ci sia in Italia una manifestazione di questo tipo?

Quest’anno, ho avuto l’onore di essere stata selezionata per l’International Women’s Forum Fellows Program, un’organizzazione impegnata a promuovere la leadership femminile a livello globale e locale, che promuove la parità e riunisce oltre 7000 donne in rappresentanza della leadership femminile di tutto il mondo. Questa esperienza, per me, non rappresenta solo una preziosa opportunità per continuare ad imparare e a crescere. È un’opportunità per dare il mio contributo, sostenendo giovani professioniste che stanno iniziando la propria carriera in tempi così incerti.

Una manifestazione come quella promossa da WomenXImpact è quello di cui c’era bisogno in Italia: una possibilità di confronto che stimoli un cambiamento. La condivisione di diverse prospettive e diversi stili di leadership al femminile è la base di partenza per lo sviluppo di soluzioni nuove, creative, che guardano al futuro – e che solo noi possiamo mettere in piedi.

Così come il potenziale delle donne è illimitato, anche le loro opportunità dovrebbero esserlo. In Italia, siamo ancora lontani dall’obiettivo della parità nella leadership – il Rapporto di Confindustria-Federmanager sulla leadership femminile realizzato dall’osservatorio 4.Manager ci dice che ci vorranno più di 60 anni per raggiungere il 50/50 -, senza contare il duro colpo subito nel mondo del lavoro a causa della pandemia: nel 2020, infatti, abbiamo visto che il calo occupazionale si è concentrato soprattutto sulle donne (Dati Istat 2020). Il nostro Paese ha ancora molto da fare in termini di azioni concrete che accelerino un processo necessario, che permetta ai nostri talenti di andare oltre la scelta tra famiglia o lavoro. E io credo che sia importante cominciare prima di tutto da noi.

Cosa vuoi lasciare come messaggio prioritario al pubblico che ti ascolterà?

Che le azioni fatte per il bene della collettività hanno un ritorno positivo in termini di crescita personale a livello individuale. È una cosa che ho imparato nel corso della mia carriera all’interno di un network internazionale così unito come quello di edelman#: il contributo di ognuno può fare la differenza nella vita personale e professionale di chi ascolta e, anche solo condividere la propria esperienza – che è data tanto dai nostri successi quanto dai nostri fallimenti -, può avere un impatto incredibilmente positivo che non solo viene riconosciuto ma anche premiato.

Nel tuo specifico settore, c’è ancora bisogno di parlare di problemi legati alla parità di genere? Se sì, perché e in che modo pensi si possano trovare delle soluzioni?

Io credo che nel nostro settore, soprattutto le giovani professioniste, spesso soffrano la mancanza di un equilibrio tra vita lavorativa e personale che non agevola il proseguimento della propria carriera lavorativa (Global Women In Pr: Annual Index 2020).

Io sono stata molto fortunata nella vita: raramente mi sono trovata in situazioni che avrebbero potuto scardinare l’equilibrio tra la mia crescita professionale e la mia evoluzione personale e, quando è capitato, me ne sono tenuta lontana. Mi sono imposta di farlo. Essere consapevoli del proprio talento è essenziale ma, altrettanto importante, è imparare a gestirlo all’interno del proprio, personalissimo, work-life balance. Ed è a questo che serve il confronto. Dai nostri fallimenti e dalle nostre conquiste, altre donne – giovani e alle prime armi, meno giovani e con l’obiettivo di reinventarsi – possono imparare a trovare la propria strada.

 Il tuo maggior successo e il tuo maggior fallimento e cosa hai imparato da entrambi?

Come donna e professionista, una delle cose che mi ha dato maggior soddisfazione, il mio maggior successo, è stato ricevere l’incarico di amministratore delegato appena rientrata dalla maternità. A questo si aggiunge l’essere riuscita a costruirmi una carriera internazionale pur scegliendo di vivere principalmente in Italia. Oggi, infatti, faccio parte del Global Strategy Committee e dell’EMEA Leadership Team di Edelman.

Il mio maggior fallimento? Non riesco a individuarne uno in particolare. Penso però a tutti quei piccoli fallimenti quotidiani, disseminati lungo il nostro percorso, che vengono elaborati e utilizzati per progredire. Da questi fallimenti ho imparato che in ogni situazione c’è sempre un aspetto positivo, un insegnamento da fare proprio, qualcosa di utile per crecere e andare avanti.

Chi è Fiorella Passoni
E’ una professionista della comunicazione con oltre 25 anni di esperienza, la maggior parte dei quali trascorsi in EDELMAN ITALIA – la più grande azienda indipendente di comunicazione integrata – coprendo ruoli globali, regionali e locali nel business, nello sviluppo dei talenti e nell’apprendimento.

 Negli anni Fiorella ha affrontato e risolto sfide di business in una pluralità di settori, creando strategie di comunicazione volte a costruire fiducia, consolidare la reputazione, fidelizzare i consumatori e coinvolgere tutti gli stakeholder nel rispetto di una clientela altamente differenziata. 

 Membro del Global Strategy Committee e dell’EMEA Leadership Team di Edelman, Fiorella guida l’evoluzione di un nuovo modello di comunicazione che aiuti i clienti a creare relazioni dirette con i consumatori, in cui la creatività – guidata dai dati, insight e tecnologia – è l’elemento chiave per la risoluzione dei problemi aziendali. Un approccio “earned at the core and social by design”: idee semplici e originali per una comunicazione empatica, trasparente e incentrata sull’azione. 

 Nel 2018 riceve il “Manager Italia Excellence Award” e viene riconosciuta come “Communication Manager of the Year”. Nel 2020 viene selezionata, insieme ad altre 28 donne leader in tutto il modo, per l’International Women’s Forum “Fellows Program”, programma intensivo di sviluppo della leadership attraverso un prestigioso percorso formativo – dalla Harvard Business School all’INSEAD Business School.

 Fiorella è parte del Consiglio per le Relazioni fra Italia e Stati Uniti e professore a contratto presso l’Università Lumsa di Roma.

 

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