Il cancro non è mai stato curato come oggi, eppure quando pensiamo al cancro pensiamo subito alla morte. Pochi di noi sono consapevoli degli incredibili progressi compiuti nella cura di questa malattia. Oggi molti dei tumori possono essere curati e la scienza ha fatto più progressi negli ultimi 10 anni che negli ultimi 100.
Per la sua campagna di raccolta fondi, il Gustave Roussy, il principale centro oncologico in Francia, in Europa e il quarto al mondo, vuole mettere in evidenza questa incredibile ma realistica speranza, con un fatto poco noto al grande pubblico.
Ideato pro bono da Publicis Conseil, diretto da Vladimir de Fontenay e prodotto da Iconoclast, il film è un racconto di Natale in cui finzione e realtà si intrecciano deliberatamente.
Il film, on air su tv, digital e al cinema, fa ripercorrere il viaggio di Babbo Natale nell’anno in cui gli è stato diagnosticato il cancro, dalla scoperta della malattia alle varie terapie ricevute al Gustave Roussy, passando per l’incrollabile sostegno ricevuto da sua figlia e dallo staff medico fino alla remissione.
Proprio come chiunque ne sia affetto, Babbo Natale attraverserà momenti di dubbio, disperazione e dolore, ma anche di gioia. Mentre la malattia lo privava degli attributi che lo rendono Babbo Natale agli occhi di tutti – la lunga barba e i capelli bianchi – egli ha continuato, a qualunque costo, a lavorare nel suo laboratorio per assicurare il Natale dei bambini, pur sottoponendosi a pesanti cure. Grazie ai progressi della ricerca e al sostegno di Gustave Roussy, Babbo Natale è ora guarito e può riprendere il suo giro e il suo lavoro, portando gioia a milioni di bambini.