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Morgan e Sky: l’Italia, non è un paese per geni? Comunque la si pensi, serve una riflessione, perché il rischio è un sistema dove competenza e meritocrazia diventano cose scomode, privilegiando schemi, standardizzazione e like

di Maurizio Ermisino

“Fai come China Girl… shhhh…”. Milano, Alcatraz, inverno 2004. Morgan è in concerto nel tour che segue l’album Canzoni dell’appartamento, e una fan tra il pubblico fa domande e chiacchiera un po’ troppo. Morgan la ferma così, simpaticamente, con ironia, citando la famosa canzone di David Bowie. Forse avrebbe dovuto rispondere con ironia anche sul banco dei giudici di X Factor. Invece, nella puntata della scorsa settimana, è esploso in un litigio in cui se l’è presa un po’ con tutti. Con la conduttrice, Francesca Michielin, rea di non sapere che il cantautore Ivan Graziani è morto da tempo, (“Ivan Graziani è di là che ti aspetta”), e con Fedez, a cui ha dato del “depresso”. Difficile difendere Morgan in occasioni come questa: sulla malattia non si può scherzare, sul disagio mentale men che meno, soprattutto oggi che è considerato un disturbo a tutti gli effetti (ma quante ne abbiamo sentite fino a qualche anno fa?). Morgan, soprattutto ultimamente, ha il problema dell’autocontrollo, come dimostra l’accaduto in un recente concerto in cui ha usato degli epiteti legati all’omosessualità (Sky l’ha voluto lo stesso, convinta, ha dichiarato l’emittente, dall’offerta di metà del compenso di Morgan a Casa Arcobaleno) . Il risultato è stata la cronaca di una morte annunciata. Dopo che per giorni si rincorrevano notizie di una sua cacciata, è effettivamente avvenuta. Sky Italia e Fremantle Italia hanno licenziato Morgan da X Factor, e il suo gruppo, l’unico rimasto in gara, è rimasto senza giudice. Detto che l’ex leader dei Bluvertigo ha sbagliato, ci chiediamo: quella di Sky e Fremantle è stata una scelta opportuna?

Sky e Fremantle: ripetuti comportamenti incompatibili e inappropriati

La notizia ufficiale è arrivata con un comunicato stampa stringato da parte di Sky due giorni fa, martedì 21 novembre alle 11. “Sky Italia e Fremantle Italia hanno deciso, di comune accordo, di interrompere il rapporto di collaborazione con Morgan e la sua presenza a X Factor come giudice. Una valutazione fatta a seguito di ripetuti comportamenti incompatibili e inappropriati, tenuti anche nei confronti della produzione e durante le esibizioni dei concorrenti, e delle numerose dichiarazioni susseguitesi anche in questi giorni. È imprescindibile che i concorrenti e il loro percorso restino al centro del programma. La musica e il talento sono sempre stati e devono continuare a essere il motore fondamentale di X Factor, ed è prioritario che tutto si svolga in un ambiente di lavoro professionale e che il confronto, per quanto acceso, si esprima sempre nel rispetto reciproco. La decisione è presa in considerazione dei valori di cui Sky, Fremantle e X Factor sono portatori, nel rispetto tutte le persone coinvolte e del pubblico, e avrà effetto immediato”.

Morgan: Un intero sistema non mi ha rispettato, mi ha provocato

La risposta di Morgan non si è fatta attendere. Il giorno stesso ha tenuto una conferenza stampa su Whatsapp, in cui ha fatto valere le sue ragioni. Ha raccontato come fosse davvero andata con il corteggiamento di Sky. “Sono venuti a cercarmi per coinvolgermi con insistenza assordante, perché io non avevo la minima intenzione di fare X Factor. Mi hanno scompigliato la vita, il mio equilibrio, la serenità, la famiglia, i miei progetti riconquistati con tanta dedizione e fatica negli anni. Mi hanno lusingato con “promesse da marinai”, perché nessuna hanno mantenuto. Hanno corteggiato a tal punto che mi hanno detto di chiedere qualsiasi cosa volessi: non ho chiesto denaro, ma garanzie di qualità e di rispetto. Ho chiesto: protezione mediatica. Libero arbitrio nelle scelte dei brani. La possibilità di fare un evento estivo di musica in televisione prodotto da loro in collaborazione con Rai. Nulla hanno mantenuto. Non c’è un nome e un cognome che si è opposto ma è un intero sistema che non mi ha assolutamente rispettato, anzi mi ha provocato”. Morgan ha anche denunciato quel sistema che, a sua detta, si era creato dentro X Factor. “Davide Simonetta (autore di Bellissima di Annalisa, ndr) scrive le canzoni per loro, sono una combriccola di produzione discografica sostenuta dalla Warner che è anche la produzione del programma. Fedez, Dargen, la Michielin sono una squadra di lavoro che ha occupato X Factor. Non solo ero scomodo, ho smascherato i loro interessi”.

Perdendo Morgan, Sky perde parte del suo target

Fin qui i fatti, e le opinioni degli interessati. Ma Sky Italia e Fremantle Italia hanno davvero fatto la scelta giusta a esonerare Morgan dal suo ruolo di giudice? A chi scrive sembra un enorme autogol. In un programma che è in calo di ascolti e che da qualche anno non lancia nemmeno talenti a livello discografico, proprio Morgan era sembrato un toccasana, un’iniezione di talento, competenza e, in fondo, appeal mediatico. Morgan è un musicista ma è anche uno straordinario personaggio televisivo: X Factor, dalle prime edizioni in Rai, è nato e cresciuto anche grazie a lui. E le migliori edizioni, i migliori concorrenti, sono ancora identificati con Marco Castoldi. È un personaggio divisivo, Morgan, e le reazioni alla notizia sono state, come vogliono le leggi dei social media, polarizzate. C’è stato chi non aspettava altro per insultare l’artista. E chi ha detto, e sono in tanti, “per me X Factor finisce qui”. Sono molti, infatti, a guardare X Factor soprattutto per Morgan, se non addirittura solo per lui. Volendola vedere dal punto di vista del target, con la cacciata di Morgan X Factor perde una fascia di veri appassionati di musica, quelli che guardano il programma per le canzoni, e una non indifferente fascia di over 40 / over 50 che sono cresciuti negli anni Novanta e poi Duemila ascoltando la musica dei Bluvertigo e quel grande disco che è Canzoni dell’appartamento.

Nessuno ha valorizzato il talento come Morgan

Ma è anche nelle motivazioni che la scelta di Sky si contraddice da sola. “È imprescindibile che i concorrenti e il loro percorso restino al centro del programma. La musica e il talento sono sempre stati e devono continuare a essere il motore fondamentale di X Factor”. Tutto questo, scritto da chi affida un programma ad autori che scelgono appositamente i giudici per la loro presenza mediatica, la capacità oratoria, e in partenza scelgono di accendere le luci su di loro prima ancora che sui cantanti, suona poco credibile. X Factor, si sa, è un programma che da sempre vive sulla dialettica tra i giudici, possibilmente il più accesa possibile. Costruire un programma su questo e poi lamentarsi non ha senso. Chiamare Morgan per fargli fare Morgan, e poi stupirsi che lo faccia, come hanno notato tutti, ancora di meno. Ma, soprattutto, se c’è un artista che ha saputo valorizzare i concorrenti, la musica, il talento è proprio Morgan. Queste non sono opinioni, ma fatti: Marco Mengoni, Noemi, Chiara Galiazzo, Michele Bravi sono lì a dimostrarlo.

Hai Morgan e non gli fai scegliere le canzoni?

Ma un’altra cosa inquietante di questo caso è il fatto, tutto da verificare, che a Morgan non siano state fatte scegliere completamente le canzoni. Se fosse vero, sarebbe un altro clamoroso autogol. A livello di scelte musicali, l’X Factor di Morgan è sempre stato superlativo. È solo grazie a lui, che in quello che è un varietà di prima serata (addirittura prima serata della Rai, nelle prime tre edizioni) abbiamo ascoltato canzoni come Nowhere Man dei Beatles e Pinball Wizard degli Who (Aram Quartet), Psycho Killer dei Talking Heads e Ashes To Ashes di David Bowie (Marco Mengoni), Amandoti dei CCCP (Noemi), Impressioni di settembre della PFM (Enrico Nordio) o You Do Something To Me di Paul Weller (Chiara Galiazzo). E potremmo andare avanti a lungo. In quel programma, Morgan è la competenza, la conoscenza della musica, l’empatia con i propri concorrenti. Ma tutto questo, probabilmente, dà fastidio.

Lo specchio di un Paese in cui competenza e meritocrazia sono scomode

Il problema è proprio questo. La scelta di Sky è quella di una media company che oggi, nel mondo del politically correct e della cancel culture, deve stare attenta a tutto, a ogni parola, per evitare qualsiasi problema. Una media company che, qualche anno fa, licenziò Asia Argento (sì, proprio l’ex compagna di Morgan) per una presunta storia di molestie sessuali che si rivelò poi completamente infondata. Una scelta che però riflette l’ipocrisia del mondo di oggi, dove si fa una grande attenzione alle parole e alla forma, molto meno ai fatti e alla sostanza delle cose. In fondo, la scelta di Sky è lo specchio di un Paese in cui la competenza e la meritocrazia sono cose scomode. Un Paese dove ci si lamenta che manca il talento, ma quando lo si trova non lo si riconosce. Dove, nel calcio, non esistono più i fantasisti perché i ragazzini, da piccoli, vengono già abituati a stare negli schemi. L’Italia non è un paese per geni. Ecco qual è il punto.

Sì, certo l’amore: esce la nuova canzone di Morgan

Chi critica Morgan dice che è un cantante che non pubblica canzoni. Ma ora non può dire nemmeno questo. Proprio oggi esce la sua nuova canzone, la prima produzione discografica di inediti dopo quasi 17 anni (l’ultimo album, Da A ad A, è del 2007). Si chiama Sì, certo l’amore in collaborazione, ed è nata con il paroliere Pasquale Panella, celebre per il suo lungo lavoro al fianco di Battisti di cui ha firmato i testi per gli ultimi cinque album, da Don Giovanni a Hegel. È tratta dal loro nuovo progetto, Morgan Panella. È una musica sperimentale, insolita, perfettamente nelle sue corde. Una filastrocca rock, piena di giochi di parole, che si dipana su un tappeto che sta tra i Bluvertigo e i Nine Inch Nails, con echi del suono dei Depeche Mode. Musica libera, che non segue le mode né le classifiche.

Lascio che le cose mi portino altrove, non importa dove

I detrattori di Morgan dicono anche che è un personaggio ingestibile e che non può dire la sua in un programma televisivo. È sbagliato anche questo. Ricordiamo, qualche anno fa, i suoi speciali sui Queen e su David Bowie, andati in onda sulla Rai. Ed è di qualche mese fa, sempre in Rai, il programma StraMorgan, condotto con Pino Strabioli, in cui rendeva omaggio ai grandi della musica italiana accostandoli a grandi star internazionali: Battisti accanto a David Bowie, e così via. Sarà probabilmente questa la sua strada. Come direbbe Battisti, lo scopriremo solo vivendo. Noi siamo curiosi di sapere dove andrà Morgan. Citando la sua Altrove (una canzone che, da sola, eclissa l’intero repertorio di quelli che oggi litigano con lui): “Ho deciso di perdermi nel mondo. Anche se sprofondo. Lascio che le cose mi portino altrove, non importa dove”.