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Massimo Costa: il futuro? Tornare ai fondamentali del marketing. Chi siamo? Quali i nostri punti di forza? Cosa vogliamo e ci ‘conviene’ diventare, quali i nostri plus competitivi? Dalla tattica alla strategia smettendo di scimmiottare gli anglosassoni, che poi ci snobbano (lo so per esperienza). Non engagement, ma entertainment. I giovani? Fari accesi sulla ‘longevity’

E’ la sintesi di quanto emerso dall’intervento di Massimo Costa (lo scorso giugno lasciava la carica di  Country manager Wpp Italia) ieri alle ore 18.00, ospite della room CLUBHOUSE ‘MasterBrand’, organizzata da IED, Istituto Europeo Design, per parlare di nuove visioni e scenari della nostra industry.

Nel dettaglio, l’invito del manager è di ragionare il nostro Paese come un brand. Chi siamo e cosa vogliamo diventare? Inutile pensare di competere sul fronte servizi con Paesi come Usa e Uk, meglio concentrarsi sui nostri plus e da lì, grazie alla digitalizzazione, innovare e ottimizzare la nostra offerta. Insomma, è giunta l’ora di creare una via italiana. Turismo, food, meccanica, pharma e lusso. Questi gli assi su cui puntare.

I giovani? Certo, ma non dimentichiamo che i nostri vivono in casa con i genitori sino ai 30 anni, spesso con lavori precari e bassa capacità di spesa. Siamo un Paese di vecchi? Certamente urge un ragionamento nuovo per vestire di contenuti contemporanei la cosiddetta ‘longevity’. Siamo di fronte a una ‘nuova’ generazione di donne e uomini over 60, impegnati, colti, alto spendenti e pure digitali. Ma in comunicazione sono ancora poco rappresentati.

Sul fronte industry della comunicazione, l’agenzia è morta. Servono nuove realtà. Basta parlare di ‘engagement’. E’ solo tattica. Il futuro vuole strategia. E la strategia è l’entertainment. Sullo sfondo tv convergente e programmatic, che cambieranno anche i modelli del business media.  E poi il valore del territorio. Con sostenibilità e purpose a fondersi in nome della rilevanza. 

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