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Integatori, GfK Sinottica stila l’identikit del consumatore tipo. Istruiti e con condizioni socio-economiche elevate, per il 25% acquistano online

Il mercato degli integratori alimentari ha visto un importante incremento nel corso dell’ultimo periodo: è cresciuto più del 40% negli ultimi 5 anni e più del 10% negli ultimi due anni, quelli a cavallo della pandemia.

I dati più recenti di Sinottica sulla popolazione maggiorenne mostrano un consumo degli integratori alimentari che nel corso del 2021 riguarda circa un italiano su 2.

La crescita di questo tipo di prodotti vede la conferma del target di primario interesse: si tratta di persone ben distribuite in termini di età, con una lieve preponderanza nel genere femminile; sono presenti su tutto il territorio nazionale anche se in misura più contenuta al Sud. Le condizioni socio economiche sono elevate così come elevato è l’investimento in temini di salute, dove si mostrano informate e competenti, interessate alle novità, spesso rappresentando un punto di riferimento per familiari e amici. Presentano anche una spiccata sensibilità verso le tematiche green e richiedono alle aziende prodotti sani e sicuri, oltre che a basso impatto ambientale.

Questi consumatori, in area Health, siano sensibili ai temi della sicurezza e della tollerabilità: si mostrano infatti poco inclini all’uso eccessivo dei farmaci anche a causa dei loro effetti collaterali e vivono gli integratori come prodotti più sani, naturali e sicuri.

“Oggi 3 consumatori su 4 dichiarano che l’assunzione di intergatori alimentari avviene in logica preventiva, come sostegno e supporto al proprio benessere psico fisico ed un consumatore su 4 li reputa alternativi ai farmaci veri e propri”, spiega nella nota Giampaolo Falconio, Sales Lead GfK Italia.

Tra le categorie di integratori più utilizzati troviamo i sali minerali, i multivitaminici e quelli per il riequilibrio della flora intestinale. È interessante, però, notare come negli ultimi due anni si sia evidenziato un aumento nell’utilizzo di due segmenti specifici di integratori: quello delle difese immunitarie (+20% circa) e quello per favorire il sonno ed il relax (+15% circa). L’incremento nell’uso di questi prodotti è realisticamente stato influenzato dalla pandemia dove, da un lato il rafforzamento delle difese immunitarie è stato una delle strategie per evitare il contagio da Covid-19 e, dall’altro, la difficile condizione non solo a livello sanitario, ma anche a livello sociale ed economico, ha fatto emergere la necessità di tenere sotto controllo il livello di tensione, di preoccupazione e, talvolta, di ansia.

Gli integratori vengono per la maggior parte assunti in specifici periodi dell’anno, attraverso dei cicli periodici di trattamento (78%). La farmacia si conferma il punto vendita preferito in assoluto per il loro acquisto (più del 60% li acquista attraverso questo canale) ma, quello che colpisce, è l’aumento sensibile del canale digitale: oggi un consumatore su 4 utilizza Internet anche per l’acquisto di questi prodotti, dato che vede un incremento di 15 punti percentuali rispetto a 5 anni fa.

La naturalità degli ingredienti rappresenta il principale driver di acquisto in assoluto: 8 consumatori su 10 dichiarano che un integratore deve essere il più naturale possibile. Altri importanti fattori di scelta sono il prezzo/la presenza di promozioni, l’efficacia, la facilità di assunzione.

Quando si tratta di scegliere la tipologia di integratore da utilizzare si conferma la fiducia alle principali fonti del settore: medico di famiglia e farmacista.

Oltre a queste figure di riferimento, un consumatore su quattro sceglie comunque questi prodotti in autonomia, ricercando attivamente informazioni. La comunicazione, in tutte le sue forme, riveste quindi un ruolo centrale e risulta importante comprendere quali linguaggi utilizzare e quali mezzi di comunicazione attivare per raggiungere al meglio il target.