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Il Calendario Epson 2017 è Senza Confini insieme a Andrea Pistolesi

Senza Confini è il titolo del Calendario Epson 2017.

Firmato da Andrea Pistolesi, fotografo specializzato in reportage geografici e sociali, è composto da 12 fotografie di paesaggio scattate spesso in aree geografiche estreme dove i luoghi sono esposti alla forza degli elementi e nei quali l’uomo, seppure non protagonista, riveste anch’esso un ruolo.

Il titolo vuole sintetizzare il modo di leggere il paesaggio di Pistolesi che non cerca l’estetica fine a se stessa ma, come un moderno esploratore che si muove in un mondo ormai già conosciuto, cerca nuovi confini dove i territori da esplorare sono altri.

Il Calendario è il risultato di un lavoro di selezione delle immagini sino a definire in modo sempre più accurato il concept, nato da un’idea che Pistolesi coltivava già da anni: le ultime frontiere. A questo si è aggiunta la scelta del formato panoramico, prima creato su pellicola nel formato della Hasselblad XPan e poi in digitale con la tecnica di fusione di più immagini.

Prima di Andrea Pistolesi, diversi grandi fotografi hanno firmato le edizioni precedenti del Calendario Epson. Dal 2001: Giorgio Lotti, Franco Fontana, Mario De Biasi, Giovanni Gastel, Mimmo Jodice, Ferdinando Scianna, Gian Paolo Barbieri, Gianni Berengo Gardin, Massimo Vitali, Vittorio Storaro, Gabriele Basilico, Maurizio Galimberti, Stefano Unterthiner, Luca Campigotto, Renato Marcialis e Francesco Radino.

Chi è Andrea Pistolesi
Andrea Pistolesi ama definirsi un viaggiatore che fotografa piuttosto che un fotografo che viaggia, anche se il tempo ha cambiato molto questa idea originale. Dopo gli studi di geografia ha pubblicato reportage sulle più importanti riviste italiane e internazionali e numerosi libri monografici. Un lavoro di oltre dieci anni sulle maggiori religioni del mondo ha avuto come frutto oltre sei libri. Il suo stile compositivo, fortemente influenzato dalle origini fiorentine, è coniugato con una scrittura personale delle luci naturali. Uno dei primi utilizzatori delle tecnologie digitali (già nel 1998 pubblicò il libro Back In Town dedicato alle prime sperimentazioni) fa dell’uso del colore uno dei suoi caratteri più personali. E’ un entusiasta sostenitore della stampa fine art digitale (è stato uno dei primi autori Digigraphie) che ha definito, insieme alla nuova tecnica in generale, la riconquista della camera oscura per il fotografo del colore.

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