Youmark

Faccia a faccia con imprenditori e Ceo della comunicazione. Monica Riccioni: per una casa di produzione pubblicitaria italiana essere riconosciuti da ITV come capaci di dare un contributo importante all’industria globale dei contenuti è un traguardo straordinario

Qual è la tua visione per affrontare il futuro, su quali paradigmi fondi il tuo credo?

Prima di tutto ringrazio Youmark per questa prima intervista del 2021 e per l’attenzione sempre riservata alle Ceo donne. Per rispondere alla domanda: il nostro modo di procedere è lineare, la coerente prosecuzione di un discorso valoriale già iniziato prima del Covid-19 e presente fin dalla nascita di THINK CATTLEYA. Non sappiamo in che mondo atterreremo quando finirà l’emergenza, quindi servono realismo, resilienza, flessibilità e capacità di anticipare il futuro. Le parole chiave del 2021 e che ci caratterizzano da sempre, saranno innovazione, cambiamento, responsabilità, fiducia e appartenenza. Nel settore pubblicitario in particolare, avranno un ruolo fondamentale big data e intelligenza artificiale: la tecnologia diventerà il più grande alleato della creatività e l’analisi dei dati sarà sempre più al servizio di campagne di marketing performanti.

Cosa ti è maggiormente dispiaciuto constatare nell’anno appena trascorso?

Mi è dispiaciuto constatare che nel 2020 il tema della sostenibilità ambientale sia passato in secondo piano considerata l’emergenza Covid-19. Think all’inizio dell’anno aveva iniziato a pianificare le decisioni aziendali e le azioni concrete per raggiungere gli obiettivi che tutto il mondo deve realizzare nei prossimi anni sul tema ambientale. Inevitabilmente si sono intensificate le sfide riguardo la sostenibilità che ci hanno spronati a continuare a cercare delle soluzioni che ci indirizzino al futuro, da attuare nei nostri uffici e soprattutto sui set. L’importanza degli investimenti programmati, infatti, non risiede solo nel loro ritorno finanziario, ma anche nel loro impatto in termini sociali e ambientali.

Se fossi Ceo o Cmo di un brand che investe in comunicazione come agiresti? Insomma, potendo dare consigli, quali senti di dare al mercato dei clienti?

Dal mio punto di vista, in un momento così particolare in cui le cose continuano a cambiare molto rapidamente, non bisogna focalizzarsi sulla modalità ‘perfetta’, ma sulla più leale. Non credo sia il momento di fare campagne patinate, ora più che mai è necessario stare vicino ai consumatori con toni e temi reali. E’ importante che le aziende parlino ai propri consumatori con uno storytelling che abbia uno scopo per loro, che trascenda dal linguaggio conosciuto e lo rielabori favorendo soluzioni utili e non solo prodotti. Penso ad Enel, che ha supportato con delle donazioni specifici progetti di utilità sociale legati all’emergenza promossi da enti non-profit, FCA Group che, tra le varie azioni messe in campo per affrontare l’emergenza sanitaria, ha riconvertito le proprie linee per costruire ventilatori e donato alla Protezione Civile, grazie alla rinuncia allo stipendio da parte dei dirigenti e Bauli, che con la sua Associazione di Promozione Sociale di lavoratori dello spettacolo e degli eventi, “Bauli in Piazza”, è stata coinvolta dal Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 Domenico Arcuri per il coordinamento della produzione e l’allestimento dei materiali di comunicazione della campagna vaccinale.

Ritieni di essere riuscita a concretizzare per la realtà che capitani il modello di business ideale, se sì perché, se no, idem e se in parte a che punto del percorso sei?

Sono molto felice di dove è oggi Think Cattleya. Quando siamo arrivati nel 2009 il mercato dell’audio-visivo era molto settoriale e noi con coraggio abbiamo portato avanti una visione a lungo termine più ampia che ci ha reso subito molto competitivi e interessanti. Grazie alla forza e alla completezza del nostro gruppo abbiamo potuto proporre un nuovo modello di casa di produzione con divisioni interne fortemente specializzate, parlo del reparto dedicato al branded content in stretto contatto con quello editoriale di Cattleya, del reparto digital costruito investendo su Monogrid, del reparto foto nato grazie alla partnership con Nobile Agency e del reparto interno di comunicazione e marketing. Questo ci ha permesso di creare un forte rapporto strategico con i nostri clienti, soddisfacendoli su tutti i fronti e rappresentando per loro dei consiglieri oltre che dei produttori. Il percorso è sempre in divenire e la nostra strategia per il futuro rimane quella di monitorare le dinamiche del mercato e l’evoluzione dei contenuti, per dare ancora più rilevanza al nostro mestiere.

Si chiude il 2020, un anno non facile, cosa ha rappresentato per te?

In Think non abbiamo adottato ricette miracolose: siamo rimasti al passo con i tempi, ci siamo confrontati costantemente con i nostri clienti e soprattutto siamo rimasti uniti. Abbiamo sin da subito accolto le nuove modalità di comunicazione e di lavoro, attraverso incontri quotidiani organizzati sulle varie piattaforme di video-conferenza, per poterci confrontare e tenerci aggiornati. Per me il 2020 ha rappresentato un grande momento di vicinanza, sia all’interno del mio team, sia nel Gruppo Cattleya, poiché abbiamo puntato ancor di più sui valori umani rafforzando in modo significativo il nostro legame. Inevitabilmente abbiamo rimodulato i nostri piani e i nostri progetti nel corso dell’anno e questo ci ha insegnato quanto sia fondamentale essere reattivi e trovare nuove risorse. In questo sono stati di grande ispirazione i giovanissimi: ad esempio le ragazze che durante il lockdown giocavano a tennis sui tetti (e che grazie ad un’iniziativa di Barilla hanno incontrato il loro idolo Roger Federer), la bambina di 8 anni che, armata di guanti e mascherina, ha trasformato La Galleria Umberto I di Napoli nel palcoscenico delle sue acrobazie ed è stata notata anche dal soprintendente del Teatro San Carlo che le ha offerto una borsa di studio o ancora la dodicenne torinese che segue le lezioni online seduta sui gradini della sua scuola media come protesta per la chiusura.

Essere oggi leader: qual è la principale dote che bisogna possedere?

Umanità, ascolto e trasparenza sono i valori che mi hanno sempre guidata e che trovo più attuali che mai. Per il nostro gruppo, essendo ITV quotata in borsa, trasparenza e visibilità dei dati non sono solo necessari ma soprattutto fondanti. Tutelare inclusione e diversità è qualcosa che va di pari passo con la crescita di un’impresa, Cattleya è sempre stata particolarmente attenta a questi temi e la scelta dei ruoli di management è esclusivamente meritocratica. La nostra filosofia sulla parità di genere è in linea con quella del Gruppo ITV, in cui sono donne l’AD Carolyn McCall, il Managing Director International Studios Lisa Perrin e la Group Director of Diversity and Inclusion Ade Rawcliffe.

Successi, progetti, quali vuoi menzionare come emblematici della tua impostazione?

I progetti sono sempre tanti e guidati da un pensiero specifico in continua evoluzione che ci ha consentito di raggiungere risultati precisi e forti. Sono molto felice dell’espansione e del consolidamento, negli ultimi anni, delle sedi di Roma e Milano, ma il principale successo raggiunto è sicuramente quello di essere entrati a far parte di un gruppo internazionale di grande rilevanza come ITV (presente in tutto il mondo con oltre 30 società di produzione). Per una casa di produzione pubblicitaria italiana essere riconosciuti da ITV come capaci di dare un contributo importante all’industria globale dei contenuti è un traguardo straordinario.

Il tema della rilevanza del mercato della comunicazione: è un tema? Ossia perché non sempre si è tenuti in alta considerazione da governo, aziende, opinione pubblica? Una questione di carenza di ‘carismatiche star’?

Questa emergenza ha visto imporsi un dato di fatto incontrovertibile: i comunicatori sono e saranno sempre più necessari per fare ripartire l’economia al meglio e nel minor tempo possibile. Negli ultimi anni abbiamo fatto un salto qualitativo notevole in termini di rappresentatività e oggi il nostro settore è argomento di discussione nei tavoli istituzionali, tanto che fin da subito dopo il primo lockdown siamo stati messi nelle giuste condizioni per ricominciare a lavorare. Credo che anche per le aziende la pandemia sia stata un’occasione per consolidare il proprio ruolo a fianco dei consumatori comunicando in modo sincero aspetti cruciali come la solidarietà, l’impegno sociale e il senso di comunità. Anche l’opinione pubblica penso abbia accolto in modo positivo i messaggi veri e rappresentativi del momento.

Monica Riccioni, Ceo THINK CATTLEYA.

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