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Faccia a faccia con imprenditori e Ceo della comunicazione. Mauro Miglioranzi: “togliere, togliere, togliere”, un modello di business che vuole raggiungere l’essenziale. Dalla produzione di idee allo sviluppo della comunicazione, dall’organizzazione interna alla relazione e gestione del cliente

Qual è la tua visione per affrontare il futuro, su quali paradigmi fondi il tuo credo?

Strategia e tattica,o piano B. Una buona visione strategica e una buona capacità tattica sono gli ingredienti necessari per affrontare il futuro, soprattutto in un momento come quello che stiamo vivendo, pieno di incertezze ed insidie. Servono idee nuove e chiare, una solida strategia, e un piano B sempre pronto da mettere in campo qualora se ne presenti la necessità.

Cosa ti è maggiormente dispiaciuto constatare nell’anno appena trascorso?

Più Confronto, più Creatività. Il 2020 ha portato a un distanziamento fisico, che alla lunga provoca distanziamento sociale, quindi meno relazione, meno socialità, meno energia a confronto. Per un lavoro come il nostro le vibrazioni e l’energia sono fondamentali. Con la riduzione degli incontri fisici si riducono le contaminazioni creative, nuclei centrali per l’elaborazione di nuove idee. Mancando il confronto fisico tra persone e idee, si rischia l’abbassamento della qualità e della profondità del pensiero creativo.

Se fossi ceo o cmo di un brand che investe in comunicazione come agiresti, insomma, potendo dare consigli quali senti di dare al mercato dei clienti?

Essere sempre pronti. In questo periodo credo sia importante analizzare ed eventualmente rivedere la propria identità aziendale e il proprio posizionamento. Questo vale per tutte le imprese, siano esse clienti o aziende di comunicazione. Prepararsi così ad un nuovo scenario, quello che è già cambiato e quello che troveremo dopo la pandemia; un mondo nuovo da affrontare in mercati differenti sempre più complessi e competitivi.

Ritieni di essere riuscito a concretizzare per la realtà che capitani il modello di business ideale, se sì perché, se no, idem e se in parte a che punto del percorso sei? 

Togliere, togliere, togliere. Il nostro modello di business è incentrato sulla strategia creativa, un mix tra consulenza strategica e pensiero creativo. Sono soddisfatto di ciò che applichiamo da qualche anno, il modello di business “togliere, togliere, togliere”, che è diventato anche il nostro mantra. Significa togliere tutto il superfluo per raggiungere l’essenziale. Questo modello, se applicato con cura e precisione in tutte le fasi del business, dalla produzione di idee allo sviluppo della comunicazione, dall’organizzazione interna alla relazione e gestione del cliente, diventa vincente. Pazienza, tempo e dedizione ci aiuteranno a perfezionare il nostro mantra, apparentemente semplice, in realtà molto complesso.

Si chiude il 2020. un anno non facile, cosa ha rappresentato per te?

I nostri primi 30 anni. Il 2020 è stato anche l’anno del nostro 30° Anniversario. Un’esperienza da ripetersi in termini di performance, da non ripetersi in termini di numeri pandemici. L’impegno messo in campo è stato davvero cospicuo e ci ha regalato degli ottimi risultati sia in termini di business che di premi: 13 nuovi clienti acquisti attraverso gare e incarichi diretti e 14 premi vinti, tra i quali la campagna Mele Val Venosta e quella per la Fondazione dell’ospedale Buzzi di Milano. E se il dolce sta alla fine, in un anno così complicato, abbiamo chiuso il 2020 con un più 30% nei confronti dell’anno precedente.

Essere oggi leader: qual è la principale dote che bisogna possedere?

Sogni e realtà. Puntare in alto, sognare grandi obiettivi e tenere sempre i piedi ben saldi a terra, queste credo siano le principali doti di una buona leadership. Pensare in grande ma pianificare in modo pragmatico ogni passo, ed essere veloci nei cambiamenti sempre più frequenti. Delineare e percorrere la propria strada e non inseguire gli altri. Essere pionieri, cercare nuovi orizzonti, puntare all’eccellenza. Essere i primi e i più bravi; correre veloci, ricercare una qualità sempre più alta e ritagliarsi uno spazio unico e distintivo.

Successi, progetti, quali vuoi menzionare come emblematici della tua impostazione?

Le mele e i bambini. Le campagne per le Mele Val Venosta e per la Fondazione dell’Ospedale Buzzi, sono i progetti più importanti da noi realizzati nel 2020. Per il brand altoatesino Val Venosta abbiamo realizzato un progetto di riposizionamento denominato “Il Paradiso delle Mele”. E’ stato ricostruito un mondo magico, paradisiaco utilizzando l’arte delle miniature. Aumentare la brand awareness era l’obiettivo, ampiamente raggiunto. Per la Fondazione Buzzi abbiamo curato il lancio e la raccolta fondi per l’ospedale dei bambini di Milano. Il claim della campagna “Missione: Essere un grande”, ruota attorno al concept #assenza di gravità. Grazie anche a questa campagna la Fondazione ha raccolto in meno di un anno oltre 5 milioni di euro in donazioni.

Il tema della rilevanza del mercato della comunicazione: è un tema? Ossia perché non sempre si è tenuti in alta considerazione, da governo, aziende, opinione pubblica? Una questione di carenza di ‘carismatiche star’? 

UNA – sistema Italia. La bassa considerazione del mercato sul tema della comunicazione è data da un “sistema Italia” poco rilevante e da un’industria della comunicazione che fatica a fare rete e a fare sistema.  L’associazione UNA, presieduta da Emanuele Nenna, della quale sono consigliere, ha definito degli obiettivi comuni, tra i quali la realizzazione di HUB specializzati in media, PR, digital, eventi, B2B ecc.., che favoriscono l’aumento della rappresentatività del nostro paese nelle varie discipline sul mercato della comunicazione. L’accorpamento e la fusione con Unicom e Assorel, l’ingresso di nuove agenzie indipendenti e il ritorno in Associazione delle multinazionali, sta portando UNA – aziende della comunicazione unite -al ruolo autorevole e rappresentativo che le spetta.

Mauro Miglioranzi, COO’EE ITALIA.

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