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Faccia a faccia con imprenditori e Ceo della comunicazione. Alessandro Paul Scarinci e Filippo Mutani: il nostro modello d’agenzia è focalizzato sul cambiamento, sulla capacità di leggere le nuove aspettative del consumatore post-digitale e tradurre questi insight trasformativi in strategie operative su tutti i canali, finalizzate a riportare le marche sul radar di rilevanza delle persone

Alessandro Paul Scarinci e Filippo Mutani

In qualità di Ceo, Cso e Partner della Leagas Delaney Italia, qual è la vostra visione per affrontare il futuro, su quali paradigmi fondate il vostro credo?

Negli ultimi 15 anni il nostro settore ha vissuto un’evoluzione senza precedenti, questa fase di cambiamento è stata drammaticamente accelerata dalla pandemia: le Agenzie Creative devono saper far proprio con decisione il cambiamento, senza snaturare il loro dna di esperti e consulenti della nuova relazione marca/consumatore.

Cosa vi è maggiormente dispiaciuto constatare nell’anno appena trascorso?

Purtroppo negli eventi politici ed economici del 2020, compreso l’inizio del 2021, leggiamo il cambiamento più come una minaccia da cui proteggersi che come un’opportunità di crescita o di rinascita.

Se foste Ceo o Cmo di un brand che investe in comunicazione come agireste, insomma, potendo dare consigli quali sentite di dare al mercato dei clienti?

Le ricerche ci dicono che i consumatori oggi si fidano più delle marche che delle Istituzioni; in un momento di grande confusione e difficoltà i consumatori chiedono alle marche una presa di posizione, una visione sul futuro e un supporto concreto nel quotidiano. Questa è una finestra di opportunità enorme che le marche possono cogliere. Mai come oggi la comunicazione è un ottimo investimento sul futuro della marca.

Ritenete di essere riusciti a concretizzare per la realtà che capitanate il modello di business ideale, se sì perché, se no, idem e se in parte a che punto del percorso siete? 

Negli ultimi due anni LEAGAS DELANEY ITALIA si è totalmente riposizionata: abbiamo costruito un modello d’Agenzia focalizzato sul cambiamento, sulla capacità di leggere le nuove aspettative del consumatore post-digitale e tradurre questi insight trasformativi in strategie operative su tutti i canali, finalizzate a riportare le marche sul radar di rilevanza delle persone. Crediamo sia un modello più che mai attuale, su cui continueremo a costruire negli anni a venire.

Si chiude il 2020. un anno non facile, cosa ha rappresentato per voi?

Il 2020 è stato un anno di sperimentazione, siamo stati “costretti” a imparare e fare cose che non pensavamo di saper o dover fare. Lo definiremmo un anno di crescita accelerata, umana e professionale.

Essere oggi leader: qual è la principale dote che bisogna possedere?

Empatia: mettersi nei panni delle persone con cui si lavora. Più diamo spazio alla tecnologia, più il fattore umano fa la differenza. Coraggio: prendersi il rischio di sperimentare, concedendo la possibilità di sbagliare.

Successi, progetti, quali volete menzionare come emblematici della vostra impostazione?

Come prima cosa siamo soddisfatti e sinceramente sorpresi di come siamo riusciti a mantenere saldi i rapporti umani e lo spirito d’Agenzia in quasi un anno di smart working. Poi siamo orgogliosi di aver vinto gare importanti come ING e Iren e di cominciare a vedere riconosciuto dal mercato il nuovo posizionamento d’Agenzia, con premi strategici come l’Effie 2020 per Burger King.  In ultimo siamo felici di poter chiudere il bilancio in positivo in un anno difficile.

Il tema della rilevanza del mercato della comunicazione: è un tema? Ossia perché non sempre si è tenuti in alta considerazione, da governo, aziende, opinione pubblica? Una questione di carenza di ‘carismatiche star’? 

Questo è un tema annoso, che si fa sentire con più forza in momenti – come oggi – di forte passaggio. Un po’ di “colpa” è “nostra”: il nostro settore è storicamente autoreferenziale, ci premiamo tra di noi, discutiamo tra di noi… Dovremmo cominciare a parlare fuori dal nostro circuito. Crediamo che le nuove possibilità del digitale (experience e data) possano aiutarci a recuperare un dialogo più vivo e autentico con le persone e più rilevante con le Istituzioni.

Alessandro Paul Scarinci, Ceo & Partner, e Filippo Mutani, Cso & Partner, LEAGAS DELANEY ITALIA.

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