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Ambiente. Nasce ‘Un sacco et(n)ico’, l’iniziativa per migliorare la raccolta differenziata e ridurre le plastiche monouso. Circa 200 realtà di ristorazione coinvolte e materiali informativi in cinque lingue

Milano migliora ulteriormente la cultura della raccolta differenziata e dell’attenzione all’ambiente grazie alla collaborazione con le comunità etniche della città.

Parte dal quartiere NoLo il progetto ‘‘Un sacco et(n)ico’. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Està in collaborazione con Amsa, è volta a sensibilizzare le diverse realtà di ristorazione etnica a una migliore qualità della raccolta differenziata, oltre a favorire la graduale eliminazione delle plastiche monouso largamente utilizzate per l’asporto e la consegna di cibo a domicilio.

La campagna si rivolge ai ristoranti etnici attraverso la mediazione linguistico-culturale e del personale di Amsa con il duplice obiettivo di indirizzare gli operatori alla corretta differenziazione dei rifiuti e di comunicare le novità introdotte dalla direttiva europea SUP (Single Use Plastics) sul divieto graduale di utilizzo di plastiche monouso non compostabili quali, ad esempio posate, piatti, cannucce, palettine da caffè, contenitori per alimenti e bevande in polistirene espanso.

Nello specifico, le mediatrici e i mediatori culturali presenteranno il progetto alle circa 200 attività coinvolte a Milano. Saranno consegnati materiali informativi quali le linee guida di Amsa per la raccolta differenziata, la brochure del progetto con i riferimenti principali, i poster esplicativi (tradotti nella lingua madre dell’esercente – cinese, arabo, turco, spagnolo e urdu).

Gli operatori che hanno aderito al progetto (circa 40 ad oggi), dopo la prima fase di contatto, saranno coinvolti in due ulteriori incontri con il personale di Amsa, sempre accompagnati dai mediatori culturali: il primo, per chiarire gli eventuali dubbi sulle procedure di differenziazione dei rifiuti e per fornire informazioni sui prodotti in plastica monouso utilizzati; il secondo, a distanza di qualche mese, per valutare i risultati dell’intervento, sia sulla qualità della differenziata sia sul grado di sostituzione dei prodotti in plastica monouso non più a norma. Inoltre, ciascun esercente coinvolto riceverà in omaggio da parte di Amsa e Novamont circa mille food bag compostabili da testare.

Le principali evidenze emerse dai dati raccolti a Milano rivelano che la quasi totalità dei ristoranti ha adottato, se non già attivi, servizi di take away a seguito dell’emergenza Covid. È stata registrata la disponibilità di gran parte degli operatori a introdurre prodotti compostabili in sostituzione di quelli in plastica ancora largamente utilizzati, inoltre vengono spesso offerte ai clienti doggy bag per evitare lo spreco di cibo.

Il progetto’, finanziato da Fondazione Cariplo e Novamont, si svolge contemporaneamente su tre città – Bergamo, Brescia e Milano – con il supporto delle aziende del Gruppo A2A che si occupano dei servizi ambientali, Amsa e Aprica – e coinvolge complessivamente 340 attività di ristorazione (oltre 200 a Milano, 65 a Bergamo e 75 a Brescia), due realtà locali esperte di mediazione linguistico-culturale (la cooperativa Ruah e l’associazione ADL a Zavidovici), il Dipartimento di Lingue, letterature, culture e mediazioni dell’Università degli Studi di Milano e l’associazione Economia e Sostenibilità come capofila.

L’iniziativa gode del patrocinio dei comuni di Milano, Bergamo e Brescia ed è sostenuto anche da ANIPS e Ascom Bergamo.