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Webranking Europe 2018, l’Italia domina la classifica europea sulla trasparenza digitale

La classifica Webranking sulla trasparenza digitale incorona Eni (con 93,2 punti su 100). A seguire la finlandese Wärtsilä in seconda posizione (92,5) e Snam in terza (91,3). La grande trasparenza nella comunicazione delle aziende quotate italiane viene dimostrata anche da Terna (5°posto), Generali (6°) e Prysmian (10°) che entrano nella Top 10 della classifica.

La 22a edizione della ricerca Webranking stilata dal Comprend in collaborazione con Lundquist include 25 aziende italiane. La ricerca valuta la trasparenza corporate digitale e analizza le 500 più grandi società in Europa per capitalizzazione di mercato.

I risultati eccellenti di quest’anno annullano il gap con l’Europa. Eni, sul podio per l’undicesimo anno consecutivo e Snam, che si piazza tra i primi tre per il quinto anno di seguito, confermano il loro impegno costante nel soddisfare le richieste degli stakeholder.

vedi anche ‘Ferrovie, Sisal e Sace le aziende non quotate con la migliore comunicazione corporate Digital. Lo rivela l’indagine Lundquist .trust. Moda, GD e media fanalino di coda per trasparenza’

Se si considerano nell’insieme tutte le 800 società analizzate in Europa (includendo tutte le classifiche di paese), le aziende italiane migliorano ulteriormente. Cattolica Assicurazioni e Pirelli sono best improver a livello europeo, registrano infatti un aumento di punteggio da record: +52,1 e +53,3 rispettivamente. Altri significativi miglioramenti riguardano Italgas (+29,5), Coima Res (+25,8) e Moncler (+22,1).

Gruppo Hera, la multi-utility di Bologna, non rientra tra le 500 società nella classifica Europea ma ottiene un punteggio di 91,7 (secondo posto in Italia) dimostrando che anche le società di dimensioni più contenute possono ottenere dei risultati eccezionali. Confermano questo trend Mondadori (91 punti), Pirelli (87) e Salini Impregilio (82,2).

“La recente direttiva europea è certamente responsabile della maggiore attenzione verso gli aspetti non finanziari. Tuttavia, non abbiamo notato segnali positivi provenienti dalle società dal punto di vista della presentazione della strategia e degli impegni legati alla sostenibilità. Dall’analisi emerge che in Italia la direttiva ha spostato l’attenzione delle aziende verso la rendicontazione degli aspetti non finanziari, senza riuscire a spingerle a tradurre le proprie priorità in obiettivi strategici e azioni concrete”,  commenta nella nota Joakim Lundquist, Ceo Lundquist.

Per affrontare in modo puntuale queste nuove sfide, Lundquist quest’anno ha lanciato la nuova ricerca .trust (pronunciato dot trust) che sposta il focus dalla mera trasparenza alla capacità delle aziende di raccontare il brand e il proprio business, comunicare la leadership e creare fiducia presso gli interlocutori. La ricerca rappresenta l’evoluzione del programma di ricerca di Lundquist dedicato all’analisi della comunicazione delle principali società quotate e non quotate.

La prima edizione di Lundquist.trust ha preso in considerazione le 81 maggiori aziende non quotate italiane per fatturato, numero di dipendenti, peso sul sistema paese e rappresentatività del marchio (icone del Made in Italy).

Le 25 italiane incluse nella ricerca Webranking By Comprend Europe 500