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Interrogatevi sui benefici che l’uso dei social vi dà, contro quello che chiedono in cambio. Abdicare al privato, essere mappati, essere inseriti in cluster, vivere di contenuti decisi dall’algoritmo che polarizza, cedere al ricatto dei like a qualunque costo. Per non parlare degli effetti sui giovanissimi. Ascoltate le ragioni di Sblind. Chiunque abbia la responsabilità della comunicazione deve rifletterci

Ieri, presso Kilometro Rosso, Bergamo, è stato ufficialmente presentato Sblind. Ecco perché il suo cofounder e Ceo Francesco Bertuletti è convinto sia giusto dargli fiducia e credo. Pro persone, pro brand e anche pro ambiente. Ovvio i numeri sono oggi esigui (6.500 utenti con obiettivo 100.000 nel 2024, di cui il 5% brand, con obiettivi di espansione all’estero) e non pensano di togliere luce ai colossi attuali, ma il progetto ha un potenziale di scalabilità da considerare e propone un modello di business completamente differente. Infatti, le aziende a fronte di un abbonamento ottengono un posizionamento valoriale (sociale, dicendo no all’utilizzo delle vite private a scopi commerciali, ambientale, grazie al contributo alle compensazioni di emissioni di Co2), oltre che visibilità territoriale.  Senza dimenticare la fidelizzazione degli utenti grazie alla logica dei lovers, che impongono di non averne ogni persona più di 100.

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