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La salute acquista centralità anche nella vita dei consumatori e le aziende farmaceutiche estendono la comunicazione oltre il prodotto, con una maggiore attenzione alla prevenzione, alla consapevolezza delle patologie e ai bisogni delle persone. “l paziente è super informato e sempre di più entra in un dialogo diretto con il medico, quindi cambia le regole del gioco”, osserva Teresa Biondino, VML Health, VML ITALY, e prosegue “Per le agenzie, significa lavorare anche sulle esigenze dei diversi interlocutori. Cambia, per esempio, la classe medica, attraversata da un ricambio generazionale che porta con sé modalità professionali e relazionali differenti. Comprenderle è parte del lavoro strategico, non un semplice esercizio di posizionamento”.
Malattie rare, la comunicazione esce dai suoi contesti abituali
Un progetto sviluppato nel 2026 con un’azienda attiva nelle malattie rare sintetizza questa evoluzione. Il lavoro ha unito la componente scientifica, con il coinvolgimento degli steering committee nella co-creazione di un nuovo studio clinico, alla comunicazione di awareness rivolta a pazienti e pubblico. Il percorso è culminato in un evento al Salone del Mobile di Milano, dove scienza e arte hanno raccontato una patologia rara attraverso un’opera che ne rappresentava i sintomi. L’iniziativa ha raggiunto circa 5.000 persone. La scelta del contesto ha permesso di incontrare il pubblico al di fuori degli ambienti sanitari tradizionali. “Anche la salute può essere un tema cool, interessante, oltre che un valore molto tangibile”.
Il business: crescono le partnership internazionali
Il 2026 è un anno positivo per VML Health, che mantiene i clienti storici e rafforza le collaborazioni con grandi aziende italiane titolari di portafogli internazionali. Si consolida così la doppia dimensione, domestica e worldwide, dell’attività. Le soluzioni strategiche sviluppate negli ultimi due o tre anni rappresentano circa il 20% del fatturato. Il prossimo passaggio è consolidarle e validarle, trasformandole in un’offerta strutturata. Una priorità riguarda il supporto alle reti sul campo: informatori scientifici e Medical Science Liaison, figure che gestiscono il rapporto scientifico con la comunità medica. Una survey condotta con i principali clienti ha indicato proprio questo ambito tra le maggiori preoccupazioni delle aziende. VML Health sta quindi lavorando a servizi e strumenti pensati per rispondere alle esigenze operative di queste figure.
AI: l’obiettivo è l’efficienza
L’intelligenza artificiale è un’altra area di investimento, ma l’agenzia ne individua soprattutto un impiego operativo per rendere più efficienti la produzione di contenuti e la gestione dei piani multicanale. Il lavoro procede insieme ai clienti, anche attraverso attività di co-creazione con WPP Open, per verificare quali applicazioni siano realmente utili al settore farmaceutico. “Per noi l’AI è un motore non tanto di creation, perché siamo convinti che questa deve rimanere nelle mani delle persone, sia lato nostro che lato clienti, ma di efficientamento”. La distinzione è tra automazione dei processi e responsabilità creativa, che l’agenzia intende mantenere in capo alle persone.
Tornano gli eventi, con un ruolo anche nei contenuti
VML Health segnala una ripresa degli investimenti nella live communication. Nel 2026 ha ideato nuovi formati per il coinvolgimento durante gli eventi e per la produzione di contenuti, area su cui prevede di continuare a lavorare nel 2027. L’evento diventa così anche un’occasione per generare materiali da utilizzare nella comunicazione successiva, collegando l’esperienza dal vivo alle attività multicanale.
Unified Health e contaminazioni creative
Per il 2027 l’obiettivo è anche a rafforzare il dialogo con il mondo consumer. La proposition Unified Health prevede una collaborazione più stretta con le competenze di WPP dedicate al consumer health e alla farmacia, per ampliare le possibilità di lavoro con i clienti sulla comunicazione della salute. In parallelo, la contaminazione con settori diversi dal pharma. L’obiettivo è individuare idee e approcci trasferibili alla comunicazione farmaceutica, senza perdere la specializzazione richiesta da un comparto con caratteristiche scientifiche e normative proprie. La direzione è quindi duplice: ampliare gli interlocutori e i linguaggi, rafforzando al tempo stesso le competenze necessarie per rispondere alle esigenze specifiche del settore.