Donald Trump ha acquistato azioni Meta per un valore compreso tra 5 e 25 milioni di dollari e obbligazioni SpaceX per un importo tra 1 e 5 milioni. Le operazioni risultano dalla dichiarazione finanziaria relativa ad agosto, resa pubblica l’8 ottobre dall’Office of Government Ethics.
Il documento registra complessivamente 517 transazioni in titoli, tra acquisti e vendite, per un valore stimato tra 74,3 e 273,3 milioni di dollari. Gli importi sono indicati per fasce di valore e non consentono quindi di stabilire le cifre esatte delle singole operazioni. L’acquisto più consistente tra quelli segnalati è quello di azioni Meta del 21 agosto. Nella stessa giornata risultano investimenti anche in AT&T, ConocoPhillips, Abbott Laboratories, Netflix e Chevron, con importi compresi tra 1 e 5 milioni di dollari per ciascuna società. Tra i titoli ceduti figurano AMD, Church & Dwight, Boeing, Home Depot, T-Mobile, Datadog, Dell Technologies, Palo Alto Networks e Nvidia.
SpaceX, l’acquisto e la direttiva presidenziale
Ma l’operazione che ha attirato maggiore attenzione riguarda le obbligazioni SpaceX acquistate il 18 agosto. Si tratta di titoli senior non garantiti, con scadenza a luglio 2031 e un tasso d’interesse del 5,35%, per un valore compreso tra 1 e 5 milioni di dollari. Due giorni dopo, Trump ha firmato un memorandum presidenziale per accelerare lo sviluppo del trasporto spaziale commerciale negli Stati Uniti. Il provvedimento punta a superare i 1.000 lanci e rientri spaziali all’anno entro il 2030 e prevede misure per velocizzare le autorizzazioni, le valutazioni ambientali e l’accesso alle infrastrutture federali di lancio.
SpaceX, la società aerospaziale fondata da Elon Musk, è un importante fornitore del governo statunitense, con contratti con la NASA e il Dipartimento della Difesa. L’espansione del mercato dei lanci commerciali potrebbe quindi creare ulteriori opportunità per l’azienda. È proprio la vicinanza temporale tra l’investimento e la firma del memorandum ad aver alimentato le critiche.
Il caso Meta e il contesto dell’intelligenza artificiale
La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di rapporti tra gli investimenti finanziari di Trump e i settori interessati dalle politiche della sua amministrazione. Secondo la CNN, gli acquisti di titoli Meta e SpaceX sono avvenuti alcune settimane prima dell’incontro del 29 settembre alla Casa Bianca con Elon Musk, Mark Zuckerberg e altri rappresentanti del settore dell’intelligenza artificiale. In quell’occasione, Trump ha sostenuto un approccio meno restrittivo alla regolamentazione dell’AI, opponendosi a richieste di maggiori vincoli legati alla sicurezza.
Le critiche e la replica della Casa Bianca
Richard Painter, responsabile delle questioni etiche durante l’amministrazione di George W. Bush e oggi docente alla University of Minnesota Law School, ha dichiarato alla CNN che la vicenda presenta un conflitto di interessi e dà l’impressione di una possibile corruzione, precisando di non affermare che Trump abbia commesso un illecito. Più dura la posizione della senatrice democratica Elizabeth Warren, che ha accusato il presidente di utilizzare il proprio ruolo per arricchirsi e ha chiesto al Congresso di vietare ai presidenti e ai membri del Congresso di detenere e negoziare azioni.
La Casa Bianca respinge le contestazioni. Il portavoce Davis Ingle ha spiegato alla CNN che il portafoglio finanziario di Trump è gestito autonomamente da istituti finanziari terzi, attraverso conti discrezionali e portafogli basati su modelli informatici che replicano indici riconosciuti. Secondo la dichiarazione, né il presidente né i suoi familiari possono decidere o influenzare gli acquisti e le vendite dei titoli. La Casa Bianca ha concluso sostenendo che non esistono conflitti di interessi.
Il nodo delle regole e della trasparenza
Negli Stati Uniti, il presidente e il vicepresidente sono esclusi dall’applicazione della principale norma penale federale sui conflitti di interesse finanziari che riguarda molti altri funzionari dell’esecutivo. La pubblicazione delle dichiarazioni patrimoniali rende visibili le operazioni, ma non elimina da sola le questioni legate all’opportunità di questi investimenti.
La vicenda riporta così al centro il rapporto tra trasparenza finanziaria e responsabilità pubblica. Le operazioni sono documentate, ma le informazioni disponibili non dimostrano che Trump abbia orientato le proprie decisioni istituzionali per favorire i suoi investimenti.
di Monica Gianotti