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Temu nel mirino dell’UE: multa da 200 milioni per violazione del DSA

Secondo la Commissione Europea, la piattaforma avrebbe sottovalutato i rischi legati alla diffusione di prodotti illegali e non sicuri nel marketplace, violando uno dei principi centrali del Digital Services Act
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Al centro dell’indagine c’è soprattutto la valutazione dei rischi realizzata da Temu nel 2024, ritenuta dalla Commissione insufficiente rispetto agli standard richiesti dal DSA. Secondo quanto comunicato dalla Commissione, Temu avrebbe basato la propria analisi su informazioni generiche relative al settore eCommerce, senza considerare in modo specifico i rischi concreti presenti sulla propria piattaforma.

Bruxelles sostiene inoltre che l’azienda abbia fortemente sottostimato la probabilità che gli utenti europei possano imbattersi in prodotti illegali o non conformi. Tra gli elementi citati compare anche un’attività di mystery shopping realizzata da un’organizzazione indipendente per conto della Commissione. I test avrebbero evidenziato che una quota molto elevata dei caricabatterie selezionati non superava i requisiti minimi di sicurezza, mentre diversi giocattoli per bambini presentavano rischi da medi ad alti, tra sostanze chimiche oltre i limiti consentiti e pericoli di soffocamento dovuti a componenti staccabili.

Secondo Bruxelles, Temu non avrebbe inoltre valutato correttamente il ruolo svolto dai sistemi di raccomandazione e dai programmi di promozione tramite influencer affiliati nella diffusione di prodotti illegali.

Il nodo centrale del Digital Services Act

Il DSA impone alle ‘Very Large Online Platforms’ di effettuare valutazioni rigorose dei rischi sistemici legati ai propri servizi e di adottare misure adeguate per limitarli. Per la Commissione, proprio il mancato svolgimento di una valutazione adeguata rappresenta una delle violazioni più gravi previste dall’architettura normativa del DSA.

“La valutazione dei rischi non è un esercizio burocratico”, ha dichiarato Henna Virkkunen, Executive Vice-President for Tech Sovereignty, Security and Democracy della Commissione Europea. “La valutazione di Temu sottostima rischi concreti, manca di specificità, non si basa su prove solide e non è sufficientemente completa. Lascia regolatori, utenti e pubblico all’oscuro della reale portata dei potenziali danni derivanti dai prodotti illegali venduti sulla piattaforma. Ora è il momento di ripettare la legge.”.

Cosa succede adesso

Temu avrà tempo fino al 28 agosto 2026 per presentare un piano d’azione alla Commissione Europea con le misure necessarie per correggere le violazioni contestate. Successivamente il piano sarà esaminato dall’European Board for Digital Services, prima della decisione finale della Commissione e della definizione delle tempistiche di implementazione. In caso di mancato rispetto della decisione, Bruxelles potrà imporre ulteriori sanzioni periodiche.

Il percorso dell’indagine

L’indagine nei confronti di Temu era stata avviata formalmente dalla Commissione Europea il 31 ottobre 2024 e riguardava, tra gli altri aspetti, l’obbligo della piattaforma di valutare i rischi sistemici legati alla diffusione di prodotti illegali attraverso il proprio servizio. Nel luglio 2025 Bruxelles aveva già adottato conclusioni preliminari, ora confermate con la decisione ufficiale di non conformità annunciata oggi.

La decisione della Commissione si basa sui report di valutazione dei rischi pubblicati da Temu nel 2024 e nel corso del 2025, sulle risposte fornite dalla società alle richieste formali di informazioni inviate il 28 giugno e l’11 ottobre 2024, oltre che sui dati condivisi da soggetti terzi e su un’attività di mystery shopping realizzata da un’organizzazione indipendente per conto della Commissione.

L’indagine ha inoltre utilizzato dati provenienti dalle autorità doganali europee e dagli organismi di sorveglianza del mercato.