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Tutto parte da un episodio virale: l’anno scorso un commento di un reporter dei Boston Celtics ha definito i Knicks ‘scarafaggi’. Un’offesa che, invece di rimanere tale, si è trasformata in un detonatore narrativo per la fanbase newyorkese, che ha ribaltato il significato dell’insulto. Da questa inversione nasce Roachcoat: un giaccone trasparente imbottito con scarafaggi vivi di New York, concepito come una provocazione estetica e culturale. Il messaggio è diretto: la resilienza non solo si racconta, si indossa.
Fandom e narrazione: i New York Cockroaches
Attorno al progetto prende forma anche una dimensione più ampia di world-building: una squadra immaginaria, i ‘New York Cockroaches’, completa di logo dedicato e payoff ‘You Can’t Kill What Won’t Quit’. Il sistema si espande oltre il singolo oggetto con una collezione di merchandising – t-shirt, cappellini, sticker e accessori – pensata per amplificare la partecipazione della fanbase e trasformare un episodio virale in cultura condivisa.
Tra streetwear anni ’90 e cultura sportiva
L’estetica del progetto richiama i servizi fotografici dello streetwear newyorkese degli anni ’90, rielaborandone codici visivi e attitudine in chiave contemporanea. L’immaginario sportivo si intreccia così con quello della moda e con il linguaggio urbano della città, costruendo una narrazione che vive tra campo da gioco, strada e cultura pop.
