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OpenAI porta la pubblicità dentro le immagini di ChatGPT e amplia la misurazione

Ad Advertising Week New York l’azienda presenta un nuovo formato visuale per ChatGPT Ads e un ecosistema di partner per misurare conversioni, incrementalità e brand suitability

visual ads chatgpt

Il nuovo formato di annunci visuali è pensato per accompagnare gli utenti nei momenti in cui utilizzano ChatGPT per esplorare prodotti e servizi, confrontare alternative o orientarsi verso una scelta. In una prima fase, gli annunci saranno testati negli Stati Uniti nel corso di ottobre, con un gruppo selezionato di inserzionisti. Saranno chiaramente riconoscibili e resteranno separati dalle immagini generate da ChatGPT. L’azienda precisa inoltre che la loro presenza non influenzerà le risposte generate da ChatGPT, che continueranno a essere indipendenti dai contenuti pubblicitari.

Un ambiente pubblicitario sempre più strutturato

La novità sul formato arriva insieme a una rete di partnership che collega ChatGPT Ads agli strumenti già utilizzati dagli advertiser. Le integrazioni con Hightouch, Tealium e LiveRamp permettono di trasferire a ChatGPT Ads i dati sulle conversioni. Sul fronte dell’attribution, OpenAI collabora invece con AppsFlyer, Triple Whale, Adjust, DV Rockerbox, Northbeam, Branch, Singular, Kochava, Airbridge e Tenjin. Il sistema comprende anche partner specializzati nella misurazione avanzata e lungo l’intero funnel, come Fospha, Measured e INCRMNTAL, mentre per gli studi sull’incrementalità sta lavorando con Haus, Measured e WorkMagic attraverso esperimenti basati sulla geografia.

Oltre il clic, fino all’incrementalità

La misurazione di ChatGPT Ads non si ferma all’attribuzione dei clic. OpenAI sta lavorando anche sulla possibilità di valutare l’incrementalità, ovvero il contributo effettivo della pubblicità ai risultati che l’azienda non avrebbe ottenuto in assenza della campagna. La piattaforma supporta già segnali attraverso Pixel e Conversions API (CAPI), che consentono di misurare azioni come acquisti, lead, installazioni e registrazioni e di utilizzare queste informazioni per ottimizzare le campagne. L’approccio assume particolare rilevanza in un ambiente conversazionale, dove il percorso che porta alla conversione può non passare immediatamente dal clic su un annuncio.

Brand safety e brand suitability

Con l’espansione dell’advertising, OpenAI interviene anche sulla questione del contesto nel quale gli annunci vengono mostrati. La società sta sviluppando progetti pilota con DoubleVerify e Integral Ad Science (IAS) per valutare in modo indipendente l’applicazione degli standard di brand safety e brand suitability. Le verifiche saranno effettuate in ambienti di test controllati e senza accesso alle conversazioni private degli utenti.

L’obiettivo è offrire agli advertiser maggiore trasparenza sul funzionamento delle misure di tutela, mantenendo la riservatezza delle conversazioni. Per gli inserzionisti idonei è inoltre disponibile la funzionalità ‘Frasi escluse’, che consente di indicare specifici contesti nei quali un brand non vuole che compaiano i propri annunci.

Un nuovo terreno per l’advertising

Con ChatGPT Ads, OpenAI sta definendo le regole di un nuovo ambiente pubblicitario, dove alla presenza dell’annuncio si affiancano strumenti per misurarne l’efficacia, valutarne l’impatto incrementale e controllare il contesto nel quale viene mostrato. La differenza rispetto ai media digitali tradizionali sta soprattutto nel contesto: qui non c’è una pagina web o un video, ma una conversazione, nella quale l’utente può esplorare un’idea, confrontare prodotti e arrivare a una decisione. Una dinamica che rende più articolato il percorso tra esposizione all’annuncio e azione successiva e richiede strumenti di misurazione capaci di leggere anche ciò che avviene oltre il clic.

Con 1,2 miliardi di persone raggiunte ogni settimana, secondo i dati forniti dall’azienda, la sfida per OpenAI è ora trasformare questa audience in un nuovo ambiente media, misurabile e integrabile nei sistemi di marketing delle aziende.