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NOku progetta l’esperienza immersiva dedicata a House of the Dragon 3

Un banchetto fantasy a cielo aperto ha trasformato il lancio della nuova stagione della serie su Sky e NOW in un’esperienza live ispirata all’universo Targaryen, tra street food e installazioni interattive

Tra scenografie ispirate ai Sette Regni e atmosfere infuocate studiate nei dettagli per
ricreare l’immaginario della serie, gli invitati hanno vissuto un’esperienza costruita per abbattere il confine tra intrattenimento e realtà, immergendosi in un contesto che voleva evocare l’estetica e le suggestioni di House of the Dragon.

Una collaborazione gastronomica

Al centro dell’esperienza gastronomica la collaborazione con Giannasi 1967, reinterpretato per l’occasione in chiave fantasy. Un grande banchetto tematico ha proposto piatti ispirati all’universo Targaryen, preparati simbolicamente alla ‘fiamma dei draghi’. All’ingresso, ogni ospite ha ricevuto un sacchetto contenente delle monete d’oro, utilizzate per ottenere drink e delle portate del banchetto, trasformando il momento della consumazione in un elemento integrante della narrazione.

Le attivazioni

La serata è stata arricchita da una serie di attivazioni esperienziali pensate per favorire il coinvolgimento e la condivisione social. Tra queste, la Dracarys Machine, installazione interattiva che permetteva agli ospiti di pronunciare il comando ‘Dracarys’ davanti a un portale scenografico: più potente l’urlo, più imponente la fiammata generata dall’installazione, trasformando uno dei momenti più famosi della saga in una challenge dal potenziale viral.

A completare l’esperienza un illustratore realizzava dal vivo gli stemmi delle casate, creando souvenir unici e contenuti altamente condivisibili.

Lorenzo Di Capua, Executive Creative Director NOku

“Con questo progetto abbiamo voluto trasformare il debutto della serie in un‘esperienza fi sica capace di far sentire gli ospiti parte dell’universo narrativo di House of the Dragon. Non ci siamo limitati a ricrearne l’estetica, ma abbiamo costruito una serie di interazioni che permettessero alle persone di vivere vivere in prima persona simboli, rituali e immaginario della saga. L’obiettivo era creare un evento che potesse essere vissuto, raccontato e condiviso, amplifi cando l’esperienza ben oltre la serata stessa”.