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Più che il risultato finale, la campagna sceglie di raccontare il momento precedente: quello in cui un’idea sembra ancora fragile e confusa. Nascono così business volutamente assurdi e improbabili: rocce biologiche, tazze da caffè per mancini, mutande reversibili, robot che puliscono altri robot, scale per scalatori e persino gli immaginari ‘moonglasses’.
L’effetto è volutamente anti-pubblicitario. Le immagini sembrano quasi casuali, imperfette, attraversate da dettagli fuori posto come macchie di caffè, luci sbagliate e inquadrature grezze. Un’estetica che restituisce quel momento sospeso in cui un’idea è ancora informe, piena di dubbi, ma potenzialmente destinata a trasformarsi in qualcosa di concreto.

Una campagna che parla di possibilità, non di certezze
Più che raccontare un prodotto, la campagna prova a intercettare uno stato mentale: quello di chi sta costruendo qualcosa senza avere ancora tutte le risposte.
“Kia ha sempre creduto nel movimento. Non solo nell’andare avanti, ma anche nell’attraversare l’incertezza. Il PV5 è pensato per chi si trova esattamente in quel momento: non quando tutto è chiaro, ma quando tutto è ancora possibile”, spiega nella nota Benedict Abrahamsberg, General Manager Marketing Communications di Kia.
Sulla stessa linea anche Gabriel Mattar, Cco di Innocean Berlin: “Questa non è una campagna che parla di risultati. Parla di coraggio. Il coraggio di provarci, di fallire, di continuare. È lì che nasce qualcosa di importante”.

Pianificazione europea tra OOH, stampa e digitale
La campagna print, OOH e DOOH è partita in Germania ad aprile e proseguirà da giugno in diversi mercati europei, tra cui Italia, Regno Unito, Francia, Paesi Bassi, Svezia, Austria, Polonia e Irlanda, con estensioni social e digital dedicate.