Secondo Intesa, si tratta di un’operazione di mercato rivolta a tutti gli azionisti di Monte dei Paschi, che avranno così la possibilità di partecipare direttamente a un progetto di integrazione finalizzato a valorizzare le potenzialità industriali e commerciali delle due banche. Nel frattempo, il consiglio di amministrazione di Mps è stato chiamato a esaminare preliminarmente sia la proposta di aggregazione avanzata ieri da Banco Bpm sia l’offerta presentata da Intesa.
Nel corso della conference call con gli analisti, l’Ad di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ha definito l’operazione “un’opportunità unica” per rafforzare ulteriormente la presenza del gruppo in Italia e in Europa. Secondo il manager, l’integrazione consentirebbe di creare un grande polo del wealth management da circa 2.000 miliardi di euro di masse gestite, aprendo nuove prospettive di crescita e generando valore per gli azionisti.
Messina ha ricordato le precedenti operazioni di consolidamento realizzate con successo da Intesa, come quelle che hanno coinvolto le banche venete e Ubi Banca, sottolineando di considerare l’integrazione con Mps un’operazione priva di particolari rischi esecutivi. Ha inoltre escluso qualsiasi interesse del gruppo a intervenire nella gestione di Generali, precisando che l’eventuale partecipazione nel Leone verrebbe considerata esclusivamente come un investimento finanziario.
Il Ceo ha poi assicurato che il marchio Mediobanca verrebbe preservato e valorizzato, così come le competenze e le professionalità presenti all’interno della banca. Messina si è detto inoltre fiducioso nel sostegno degli azionisti privati e istituzionali di Mps, evidenziando la solidità del management di Intesa e la struttura dell’offerta proposta.