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Volti della campagna ‘Let It Pour’ sono Erling Haaland e Jürgen Klopp, scelti per rappresentare due dimensioni complementari del calcio: performance e passione. Per l’attaccante norvegese si tratta anche di un momento simbolico: il 2026 segnerà il suo debutto ai Mondiali, elemento che rafforza la narrativa emotiva della campagna. Klopp, invece, porta in dote il racconto dell’intensità vissuta dentro e fuori dal campo.
Un ecosistema globale tra eventi e merchandising
‘Let It Pour’ non è solo una campagna, ma una piattaforma che si articola su più livelli. Da un lato, il lancio del Bud Fan Store, con collezioni dedicate al torneo pensate per trasformare il tifo in espressione identitaria. Dall’altro, Bud FC: un format esperienziale globale che porterà i fan a vivere i Mondiali anche fuori dagli stadi, tra eventi e attivazioni locali. L’obiettivo è estendere il momento della partita a un’esperienza continua, che vive prima, durante e dopo i 90 minuti.
Focus sui mercati emergenti: il caso India
Tra i Paesi chiave c’è l’India, dove il brand punta a intercettare una fanbase giovane e in rapida crescita. Qui sarà protagonista anche Budweiser 0.0, con esperienze immersive e iniziative community-driven pensate per avvicinare nuovi pubblici al torneo.
Un racconto corale dell’emozione calcistica
La creatività, sviluppata da Grey Global, mette al centro la dimensione emotiva del calcio, tra campo e tutto ciò che accade intorno. Il film riunisce un cast corale che include Erling Haaland e Jürgen Klopp, affiancati da cameo di leggende del calcio che amplificano il racconto collettivo della campagna. Tra questi anche Alfie Haaland, padre di Erling e già protagonista ai Mondiali del 1994. Il tutto è accompagnato dal brano ‘Feelin’ Alright’ di Joe Cocker e si sviluppa su una pianificazione che include TV, social e out-of-home, a conferma della natura globale e multi-piattaforma dell’attivazione.