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Il beauty cambia pelle, dalla cosmesi alla longevity. Il valore delle community e dei creator

La cura della persona si intreccia sempre più con salute, prevenzione, alimentazione, attività fisica, qualità del sonno e benessere mentale, dando vita a un mercato dai confini sempre più ampi. È quanto emerso nell’evento Beauty Connect, organizzato da Retail Hub, riunendo  aziende, retailer, creator ed esperti per analizzare l’evoluzione del settore

Un comparto in crescita e sempre più contaminato da mondi come tecnologia, hospitality e healthcare.

La longevity diventa il nuovo orizzonte

Se fino a pochi anni fa l’attenzione era concentrata prevalentemente sull’aspetto estetico, oggi il consumatore ricerca soluzioni che contribuiscano al benessere complessivo e alla qualità della vita.,Operatori come Terme & Spa Italia, QC Spa of Wonders e The Longevity Suite hanno evidenziato come stiano crescendo programmi che integrano check-up, nutrizione, attività fisica, gestione dello stress e percorsi personalizzati, rispondendo a una domanda sempre più orientata alla prevenzione piuttosto che al semplice relax.

Dalle spa alle wellbeing destination

Cambia anche il ruolo delle strutture dedicate al benessere. Spa e centri termali evolvono verso modelli che combinano ospitalità, salute e servizi personalizzati, mentre cresce l’interesse per luoghi capaci di offrire momenti di disconnessione in una quotidianità caratterizzata da ritmi sempre più intensi e iperconnessione. In questo contesto si affermano nuove formule di wellness destination e urban spa, progettate non solo per il tempo libero ma come strumenti di rigenerazione fisica e mentale.

L’esperienza vale più del prodotto

Un altro cambiamento riguarda il modo in cui i brand costruiscono la relazione con il consumatore. Il valore non sta più esclusivamente nel prodotto acquistato, ma nell’esperienza complessiva che accompagna ogni punto di contatto con il marchio, dal negozio fisico all’e-commerce. La sfida diventa quindi creare coinvolgimento, emozione e fidelizzazione attraverso percorsi capaci di rafforzare il rapporto con il cliente.

Community e creator riscrivono le regole del mercato

Le community digitali sono sempre più determinanti nella costruzione dei brand. Le testimonianze di Clio Zammatteo, Elena Dominique Midolo, Paola Turani e Belén Rodríguez hanno mostrato come molti dei marchi emergenti abbiano costruito il proprio successo sulla fiducia sviluppata con la propria audience, prima ancora che sugli investimenti pubblicitari. Parallelamente cresce il peso dei brand indipendenti e founder-led, come Eco Bio Boutique, Fler ed Extralandia, capaci di distinguersi attraverso identità, innovazione e rapporto diretto con i consumatori.

 L’AI entra stabilmente nell’industria beauty

La tecnologia rappresenta un altro fattore destinato a incidere sempre più profondamente sul settore. L’intelligenza artificiale trova applicazione nello sviluppo dei prodotti, nella personalizzazione dell’offerta, nella gestione dei punti vendita e nell’analisi dei dati. Il caso presentato da Pinalli insieme a Cegid ha evidenziato come il valore dell’innovazione risieda nell’integrazione tra strumenti digitali e competenze delle persone, con l’obiettivo di migliorare il servizio e rendere più efficace la relazione tra brand e cliente.

Un mercato sempre più aperto a nuovi protagonisti

A rendere ancora più dinamico il comparto contribuisce infine l’ingresso di nuovi operatori provenienti da ambiti differenti rispetto alla cosmetica tradizionale. Realtà come Luxury Lab Cosmetics, Naturalia Tantum e Clinicalfarma testimoniano un mercato in cui specializzazione, trasparenza, personalizzazione ed efficacia stanno diventando elementi decisivi. Uno scenario che rende il beauty più frammentato, competitivo e innovativo, con la nascita di nuove categorie di prodotto e modelli di business destinati a ridefinire il settore.