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Australia, le Big Tech pagheranno per le news se non fanno accordi con gli editori

L’Australia rafforza il proprio intervento sul rapporto tra piattaforme digitali ed editoria. Il Parlamento ha infatti approvato il News Bargaining Incentive, un meccanismo che punta a spingere le grandi piattaforme a raggiungere accordi commerciali con gli editori australiani per il valore dei contenuti giornalistici

News Bargaining Incentive

La norma prevede un prelievo del 2,5% sui ricavi pubblicitari digitali realizzati in Australia per le piattaforme che rientrano nel perimetro della legge e non raggiungono gli accordi previsti. La misura riguarda le aziende con oltre 250 milioni di dollari australiani di ricavi pubblicitari rilevanti nel Paese.

Accordi con gli editori per evitare il prelievo

Il meccanismo non introduce quindi un prelievo automatico. Le piattaforme possono evitarlo raggiungendo accordi commerciali con gli editori: il sistema richiede intese con almeno otto gruppi editoriali diversi. La nuova misura interviene sul precedente News Media Bargaining Code, introducendo un meccanismo che rende più difficile per le piattaforme sottrarsi agli accordi semplicemente riducendo o interrompendo la distribuzione delle news.

Alla base del provvedimento c’è il riconoscimento del valore economico dell’informazione per le piattaforme digitali. I contenuti giornalistici contribuiscono infatti ad attirare utenti e traffico sui servizi, alimentando anche le opportunità pubblicitarie.

Le risorse al giornalismo di interesse pubblico

Le somme raccolte attraverso il prelievo saranno destinate al sostegno del giornalismo di interesse pubblico in Australia, con attenzione anche agli editori più piccoli e alle realtà locali e regionali. L’obiettivo è rafforzare la capacità del settore di continuare a produrre informazione destinata alle comunità, trasferendo una parte del valore generato dall’utilizzo delle news verso chi sostiene i costi della loro produzione.

Il plauso della FIEG

La decisione australiana è stata accolta positivamente dalla FIEG, la Federazione Italiana Editori Giornali. Il presidente Andrea Riffeser Monti sottolinea come la nuova legislazione riconosca formalmente il valore dell’informazione per il business pubblicitario delle piattaforme e la necessità di un riconoscimento economico per gli investimenti sostenuti dagli editori.

“Questa legislazione riconosce formalmente il valore dell’informazione per il business pubblicitario delle piattaforme, valore che deve tradursi anche in un riconoscimento economico per gli investimenti degli editori”, ha dichiarato Riffeser Monti. Da qui l’auspicio che un analogo principio possa trovare applicazione anche in Italia, “indipendentemente dagli strumenti utilizzati”.