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L’obiettivo è passare dalla semplice normativa all’applicazione concreta e sistematica degli obblighi previsti dalla legge. Non basta più rispettare la legge sulla carta; ora è fondamentale dimostrare che siti, app e servizi digitali siano davvero accessibili a tutti.
Secondo AGID, il regolamento definisce le modalità precise per la vigilanza sulle pubbliche amministrazioni e sulle aziende soggette all’European Accessibility Act (EAA), con particolare attenzione ai settori digitali come e-commerce B2C e servizi bancari e finanziari destinati ai consumatori. In pratica, chi gestisce servizi digitali deve avere un percorso chiaro per garantire l’accessibilità e reagire rapidamente a eventuali problemi segnalati dagli utenti.
L’impegno di AGID diventa concreto
Durante gli Accessibility Days 2026 a Roma (21-22 maggio), il direttore generale di AGID, Mario Nobile, ha sottolineato che il 2026 “sarà l’anno dei controlli”. La sfida non è più definire regole astratte, ma applicarle in modo sistematico, assicurandosi che ogni segnalazione possa essere gestita in tempi certi.
In particolare, questo vale per:
- PA e grandi aziende (fatturato superiore a 500 milioni) che devono avere un presidio organizzativo sull’accessibilità;
- Operatori digitali, in particolare eCommerce e piattaforme B2C, che devono dimostrare di avere processi chiari per risolvere rapidamente eventuali criticità.
L’accessibilità digitale non è più un obbligo formale, ma un impegno quotidiano.
Cosa cambia per chi offre servizi digitali
Con il nuovo regolamento, chi gestisce siti, app o servizi online deve:
- rispondere rapidamente a segnalazioni o criticità degli utenti;
- dimostrare un percorso strutturato con strumenti e processi dedicati all’accessibilità;
- prevenire problemi progettando servizi digitali accessibili fin dall’inizio.
Non si tratta solo di evitare sanzioni, ma di costruire una postura di accessibilità continua, con audit, piani di adeguamento, monitoraggio e canali di segnalazione efficaci.
Come affrontare il nuovo regolamento AGID
Il nuovo regolamento porta con sé una responsabilità concreta: oggi più che mai, chi gestisce servizi digitali deve avere un piano chiaro, strumenti adeguati e competenze specifiche per rendere siti, app o piattaforme non solo conformi, ma realmente usabili da tutte le persone.
Se l’accessibilità digitale ti sembra complessa, non sei solo. Affidarsi a un partner esperto può fare la differenza, permettendoti di:
- analizzare la situazione attuale;
- definire un percorso di adeguamento su misura;
- costruire esperienze digitali realmente inclusive, efficaci e conformi alla legge.
Il supporto di Deda Digital
I Web Accessibility Experts di Deda Digital (SOCIAL FACTOR | DEDA DIGITAL) affiancano le organizzazioni in ogni fase del percorso: dalla verifica iniziale di conformità alla definizione di un piano di intervento, fino all’implementazione tecnica e alla gestione continuativa dell’accessibilità dei servizi digitali.
Trasformare l’accessibilità in un’opportunità concreta è possibile. Contatta Deda Digital per una consulenza personalizzata e scopri come rendere il tuo ecosistema digitale non solo conforme alla normativa, ma realmente inclusivo, efficace e sostenibile nel tempo.
Fonti: “Accessibilità: pubblicato il nuovo regolamento sulle attività di vigilanza“, AgID; “AGID rafforza la vigilanza sull’accessibilità digitale”, WebAccessibile.