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Inaugurato alla Triennale di Milano il Museo del Design Italiano. Al via un concorso internazionale

Joseph Grima

Il Museo del Design Italiano di Triennale Milano, con la Direzione Artistica di Joseph Grima, si presenta per la prima volta in un allestimento permanente. Il Museo ospita una selezione dei pezzi più iconici e rappresentativi del design italiano, parte dei 1.600 oggetti della Collezione di Triennale. La realizzazione del Museo del Design Italiano è resa possibile grazie al sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Il progetto di ampliamento sarà legato al lancio di un concorso di progettazione internazionale – a procedura aperta e in due fasi – che sarà bandito entro maggio 2019. L’espansione includerà nuovi spazi espositivi in grado di accogliere la collezione nella sua totalità e le aree destinate ai servizi per il pubblico, oltre ad una riorganizzazione degli Archivi, per un totale di 6.000 mq.

Nella sua prima fase, presentato oggi alla stampa, il Museo del Design Italiano occupa lo spazio della curva al piano terra del Palazzo dell’Arte, su una superficie di circa 1.300 mq. Sono esposti circa 200 oggetti che raccontano la storia di trent’anni di sperimentazione radicale in cui nuovi materiali, nuove tecniche e nuovi codici estetici hanno rivoluzionato l’ordine prestabilito nella sfera domestica e nella società. Organizzata cronologicamente dal 1946 al 1981, la selezione presenta uno dei periodi di più grande influenza del design e dei designer italiani nel mondo: quello intercorso tra gli anni dell’immediato dopoguerra e del miracolo economico successivo fino ai primi anni Ottanta, quando l’arrivo sulla scena di nuove esuberanti correnti come Memphis diede avvio – in Italia e nel mondo – a una nuova era nella produzione del design.

L’allestimento punta a dare il massimo risalto alle opere e fornisce approfondimenti sulla storia e il contesto in cui ogni oggetto è stato progettato, attraverso l’esposizione di materiali in gran parte inediti provenienti dagli Archivi della Triennale: fotografie, campagne pubblicitarie, packaging originali.

In determinati casi, inoltre, gli oggetti sono messi in dialogo con i corrispondenti modelli in legno realizzati da Giovanni Sacchi – concessi in deposito a Triennale da Regione Lombardia – per mostrare così l’evoluzione del progetto dalla fase di studio e sviluppo fino alla sua realizzazione e messa in produzione.

La peculiarità delle interviste che accompagnano il percorso espositivo è che sono state tutte raccolte al telefono, prendendo spunto dall’affermazione di Vico Magistretti: “A me piace il concept design, quello che è talmente chiaro che puoi anche non disegnarlo. Molti dei miei progetti li ho trasmessi al telefono”. Per offrire al visitatore ulteriori approfondimenti sul contesto in cui le opere sono state create, una timeline corre sulle pareti della curva presentando eventi storici, politici, sociali e di costume italiani e internazionali.

Questa prima fase del Museo del Design Italiano rappresenta un punto di partenza per realizzare – anche attraverso l’Associazione Sistema Museale del Design-Milano che nasce dal dialogo istituzionale promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali – un progetto che intende rafforzare e consolidare il ruolo di Milano come capitale globale dell’industrial design.