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Essere Cdp oggi. Brand Cross: per chi fa il nostro lavoro la più grande gratificazione è realizzare un bel prodotto. Non sempre ce lo permettono. Spesso i clienti non sanno la differenza tra entertainment e film e storpiano le esecuzioni. Per questo siamo usciti dalla logica delle gare all’ultimo respiro, meglio con agenzie e brand con cui c’è stima e fiducia

Emanuela Cavazzini, Ad ed Executive Producer Brand-Cross
Emanuela Cavazzini, Ad ed Executive Producer Brand-Cross

Emanuela Cavazzini, Amministratore Delegato BRAND-CROSS.

Partiamo dall’ultimo Festival di Cannes. Tecnologia a parte, il video la fa sempre da padrone. I film poi, rappresentano la sintesi della strategia, del posizionamento del brand, con la qualità a definire il percepito del brand presso il pubblico. Traduciamo, torna la voglia di produzioni eccellenti, di esecuzioni top, qualsiasi sia il media di atterraggio? 

Credo che la voglia di produzioni eccellenti, di esecuzioni magistrali qualsiasi sia il media o l’output non sia mai venuta a mancare. O quanto meno mai dalla parte di chi realizza il film e non per una questione di fatturato, ma per una questione squisitamente artistica. Per chi fa il mio lavoro la più grande soddisfazione e gratificazione è quella di realizzare un bel prodotto. Tra la voglia e i fatti mi sembra che però in Italia siamo ancora un po’ lontani dalla realizzazione di grandi produzioni e di esecuzioni al top (in questo caso anche per budget più modesti). A parte pochi casi, che poi sono un p0′ sempre quelli e che ci riconoscono anche all’estero, il livello che sino a ora ho visto in giro è ancora piuttosto piatto.

Entertainment è diverso da film. 30” o da 15 minuti in su, fuori tendenza l’ibrido che non è né carne né pesce e rischia di essere o uno spot tirato lungo o un content che va di fretta. Siete d’accordo?

Che entertainment sia diverso da film sono assolutamente d’accordo. La questione è che forse non abbiamo ancora ben chiaro cosa sia entertaiment e cosa sia un film, o meglio ancora non ce l’hanno i clienti che cercano qualcosa di diverso, ma poi non sanno comprenderlo e ritornano sui loro passi storpiando l’esecuzione.

In che direzione guarda la vostra cdp?

Da tempo guarda verso l’entertainment investendo in progetti diversi, dalla serie al format tv, dal branded content al docufilm, dal progetto speciale ai progetti digital. Ci stiamo focalizzando molto sulla creazione di contenuti diversi per diversi media e devo dire con grande successo nonostante l’importante sforzo economico e l’impegno personale di ore e ore di lavoro. Ovviamente continuiamo a produrre spot pubblicitari, ma siamo usciti completamente dalla logica delle gare all’ultimo respiro, degli sgambetti tra colleghi concorrenti, dei dumping di mark up e dei pagamenti che non arrivano mai. Abbiamo degli ottimi rapporti consolidati di stima e fiducia con clienti e con agenzie e con loro lavoriamo in totale collaborazione e armonia.

Un buon proposito per settembre?

Continuare sulla strada intrapresa.

Il lavoro, tra quelli presentati a Cannes ma non solo, che secondo voi diventa benchmark?

La prima campagna globale unificata di Just Eat Takeaway.com  con Katy Perry.

E il vostro lavoro che diventa fiore all’occhiello (per ora) di questo 2023?

Sicuramente il progetto cross-mediale Il mondo di Leo che comprende la serie Tv animata prodotta per Rai Kids, il libro illustrato pubblicato da Battello a Vapore (Mondadori) l’App-game per iOS e Android  e gli NFT solidali. Un progetto multimediale inclusivo realizzato per bambini con disturbo dello spettro autistico e al contempo adatto e fruibile da tutti i bambini. Stiamo adesso lavorando alla seconda stagione della serie animata e stiamo incominciando a vendere il prodotto all’estero.

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