Il brief sulla scrivania. 24 ore di tempo per portare a termine il lavoro. La consapevolezza che oltre al pranzo, anche la cena e la colazione saranno gustati davanti al monitor. Sarebbe semplicistico pensare a quel brief come qualcosa di partorito dal cliente mezz’ora prima di finire in stampa ed essere recapitato all’art o al copy di turno. Tutto comincia molti giorni prima. Il cliente scrive al Client Service Director. Decidono di organizzare una call. Il CSD organizza un meeting con l’Account Director. L’Account Director gira la mail all’Account Manager che per copia conoscenza la invia all’Account Executive a cui gentilmente chiede di scrivere un brief. Sembrerebbe fatta ma questo embrione di brief deve ancora farne di strada. Dall’Account Executive al Manager poi al Director e infine al Cliente per ottenerne l’approval finale. Il brief è finalmente approvato. E’ ora di scendere le scale e briffare i creativi. No, impossibile. Non hai parlato con il Traffic Manager e non è in progress. E un’altra lunga trafila di meeting, call e mail non lette che portano il Direttore Creativo a rimandare fino a quando l’ennesima minaccia di morte non lo convince a passarti il brief e allora sarà troppo tardi per dire una singola parola.
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