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Il Metaverso è già la nuova forma di Internet, fatta di realtà virtuale e aumentata, di consumatori abituati a pagare per ciò che desiderano, e di inedite fusioni tra app e ambienti, tra retailer e avatar

https://youtu.be/6p4SeR3pliM

“Il Metaverso è già ora la nuova forma di internet“, ha esordito Lorenzo Montagna, Founder e CEO di seconda-stella srl e autore del libro ‘Metaverso – Noi e il web 3.0’ al primo evento di ‘Plan.Net of Tomorrow’. “Come nella ‘macchie di Rorschach’ ognuno, per ora, ci vede quello che preferisce. Ma ricordiamo che il Metaverso non è un videogioco, non è un NFT, non è una realtà virtuale. È qualcosa che comprende e ingloba tutto questo, ma è molto di più. Diamoci ancora almento un quinquennio di tempo per dar modo al Metaverso di sviluppare tutte le sue potenzialità, e potremo scoprire insieme qualcosa che, almeno per alcune sue declinazioni, ci sorprenderà sicuramente”.

Come mostra il video posto in testa a questo articolo, il Metaverso ha già assunto valenze impreviste, ha già mescolato persone e tempi cronologici diversi, ha già ‘sdoppiato’ i suoi campioni, ha già indicato quello che si può o non si può fare: ‘niente protagonisti virtuali’ recita il testo di Nike, ma questa proibizione vale solo qui e potrebbe essere rovesciata in un’altra delle infinite versioni di Metaverso possibili.

In sostanza, il Metaverso è ben più di un divertissment frivolo: è qualcosa di molto concreto, come dimostrano gli investimenti – in perdita per il momento, ma molto consistenti – fatti da società quali Meta (e va beh, con quel nome…) ma anche da Microsoft, l’epitome del business con i suoi campioni, Windows e Office prima di tutti, che non vuole ‘perdere il treno del Metaverso’, dopo aver mancato quello del mobile. Ed ecco allora i progetti per portare nella realtà virtuale il suo applicativo ‘Teams’, per far evolvere in un modo per ora ancora inconsueto e sorprendente, con i suoi avatar e la sua tridimensionalità, ma che rappresente la prossima puntata della video conferenza di gruppo che è stata l’ancora di salvezza ai tempi della pandemia, ma i cui limiti si sono andati evidenziando ogni giorno di più.

“Perché il Metaverso – e in genere l’innovazione – non fa prigionieri”, ha ammonito Montagna. “Come dimostrano storie di grandi brand di successo svaniti nel giro di pochi esercizi commerciali per non aver saputo – o voluto – guadare dove andava il mondo un poco più in là delle prossime trimestrali“.

Non va dimenticato, infatti, che molti degli assiomi che sono stati validi per decenni stanno entrando in crisi proprio per la spinta possente della Gen Z e della Gen Alpha, i prossimi protagonisti della scena globale. Persone per cui ‘internet non è gratis’, ma al contrario sono disposte a pagare per ciò che desiderano; per cui la distinzione tra reale e virtuale non esiste – la differenza semmai è tra fisico e digitale – entrambi ben presenti nella sola dimensione che conta per questi nuovi consumatori; per cui entrare in videogioco in VR o partecipare a una conference call con il proprio avatar digitale, avvicinarsi agli altri protagonisti dell’evento, interagire con loro, è qualche cosa che sarà – o meglio è – assolutamente normale, così come scrivere su uno spreadsheet nel Metaverso, dove è già scomparsa la differenza tra ‘on site’ e ‘on cloud’.

E se anche il più grande supermercato al mondo, Walmart, è entrato a fine settembre con due attività in Roblox per ‘testare il Metaverso con i giovani di 25 anni o meno’, come ha affermato il CMO William White, il significato della presenza di un retailer, tradizionale nella sua storia, ma che ha già adottato e adattato tutte le forme di vendita, dall’eCommerce allo streaming, dal social al video, non può essere tacciata di essere solo uno dei tanti velleitari tentativi di cavalcare l’onda del successo contingente.

Failig fast and failing forward’, può essere la più esatta traduzione di questo tentativo, dove il ‘failing forward’ non è che la risposta alle domande che White si pone: “How are we developing community and engagement? How are we moving the needle from a brand favorability [standpoint] with younger audiences?”. Non è prevista – per ora – la possibilità di ottenere ricavi da questi primi passi nel Metaverso, ma la strada è segnata. E si allargherà ad altre piattaforme dopo questi primi test.

Perché le previsioni degli analisti sono chiare al riguardo: prendiamo ad esempio le due applicazioni che più rappresentano il futuro del Metaverso, la Realtà Virtuale e la Realtà Aumentata: qui si parla di una vera esplosione dei ricavi nel 2025, fra tre anni, sostanzialmente. La prima dovrebbe passare dai sei miliardi di valore dell’anno scorso agli oltre 20 della fine dell’attuale quinquennio, la seconda dai 15 a più di 77. Senza contare l’evoluzione dei device, i visori VR che si fanno sempre meno invasivi e più smart, a prezzi decisamente accessibili a tutti.

Non vanno poi dimenticati gli oltre 1,4 miliardi di utenti che usano la Augmented Reality quotidianamente in ambito automotive, semplicemente sugli smartphone, senza ricorre ai device indossabili più avanzati e più complessi. O le app di traduzione istantanea, che stanno evolvendo, grazie all’AI, verso forme di crescente affidabilità, una traduzione in tempo reale del parlato che nel Metaverso sarà la definitiva sconfitta della maledizione di Babele.