Ieri mattina si è svolta a Milano l’Oracle Summit 2019, che ha visto clienti, utenti, prospect/interessati e partner coinvolti in una giornata in cui Oracle si è letteralmente “fatta in tre”, organizzando tre eventi paralleli: il Modern CX Summit, dedicato a tutte le applicazioni con cui i brand costruiscono per i loro clienti una Customer eXperience moderna, coinvolgente e innovativa; il Modern Business Summit, rivolto alla trasformazione cloud dei processi aziendali interni, dalla gestione delle risorse umane alla supply chain fino a finance ed ERP; il Modern Cloud Day, focalizzato sull’innovazione dell’infrastruttura IT e dello sviluppo applicativo alla luce delle potenzialità del cloud e delle tecnologie emergenti.
A introdurre le sessioni verticali, una plenaria che ho visto prendere la parola Fabio Spoletini, Country Manager (e Regional Sr. VP) di Oracle, incentrata sull’evoluzione delle funzioni di business alla luce della proliferazione dei dati (interni ed esterni alle aziende), grazie anche a fenomeni impattanti come IoT e 5G. “Il manager di oggi può riuscire a imbrigliare e sfruttare questa mole di dati a suo vantaggio, avvalendosi di intelligenza artificiale e machine learning”, ha spiegato Spoletini. “È il concetto dell’ “Augmented CXO”, ovvero del C-Level aumentato, un manager “potenziato” nella sua capacità di far crescere il business e le persone grazie alla disponibilità di dati e analytics profondamente integrati nelle applicazioni e nelle infrastrutture”.
“Le capacità umane non saranno mai sostituite dalle macchine” ha continuato Spoletini “ma governare il cambiamento indotto dalla mole crescente di dati disponibili è un compito che si assolve solo con strumenti potenziati da AI e ML. Il prezioso valore dei dati, senza peraltro aumentare la superficie di attacco per eventuali sfide di sicurezza, è poi il tratto differenziante e unico del nostro Cloud di seconda generazione”.
È stata poi la volta dell’intervento di Stefano Epifani, Docente Universitario, Presidente del Digital Transformation Institute e direttore di Tech Economy 2030, che ha dato alla platea spunti di riflessione sul senso della trasformazione digitale e delle sfide che essa comporta, non solo dal punto di vista tecnologico, ma anche da quello sociale e culturale. Giocando con il celebre “42”, la risposta surreale alla domanda sulla vita, la morte e tutto il resto, ha trattato molto seriamente la trasformazione digitale e le domande – sbagliate – che ci poniamo al riguardo,
Prima di separarsi per seguire i tre eventi paralleli, il pubblico ha potuto ascoltare il punto di vista di Emanuele Castellani, CEO di CEGOS, Daniele Piacentini, Direttore delle Risorse Umane del Policlinico Gemelli IRCCS e di Anna Sappa, Chief Technology Officer di INAIL, tre manager accomunati dall’avere intrapreso con le loro aziende un percorso di innovazione che ha trasformato profondamente il loro stesso ruolo.
Il tradizionale evento dedicato al cloud Oracle si è quindi diviso in tre appuntamenti che riflettono la crescente importanza del cloud come piattaforma abilitante l’innovazione, e la capillarità con cui si è integrato nelle strategie non solo IT delle aziende italiane.
Nel Modern CX Summit in particolare, dopo il benvenuto di Marco Ferraris, CX Country Leader di Oracle Italia, sono intervenuti Tom Bird, CX Strategy Leader di Oracle EMEA con un keynote dedicato al tema “The Value of Time in the eXperience Economy”, mentre Emilio Bellini, Co-founder LEADIN’LAB della School of Management del Politecnico di Milano ha parlato di “Uomo e Tecnologie Digitali: come creare valore con la nuova Customer Experience” e Marco Lencovich di Oracle ha presentato la piattaforma CX Unity. A seguire, si sono confrontati sull’impatto sul Brand dell’Experience Economy Stefania Filippone di Accenture, Karin Haberl di illy, Stefano Leoni di Wind Tre, Sergio Mandelli di Eni gas e luce, Frida Mura di Fastweb e Francesco Russo di Borbonese.
Nel pomeriggio si è parlato in sessioni parallele di Dati & AI nell’Experience Economy con Matteo Montini di Jakala e sono stati presentati da Silvia Castellazzi i risultati della ricerca commissionata da Oracle a LEADIN’LAB su “La Sfida delle Epifanie Tecnologiche: Valore, Significato e Customer eXperience”.
Al Modern Business Summit dopo il benvenuto di Gianfranco Caimi, ERPM e Cloud Applications Country Leader e Alessio Gallo HCM Country Leader, ha parlato Karine Picard, VP Business Development EMEA Applications di Oracle, con un keynote su “Outpace Change: Benefit from Human-Machine Collaboration”. Ricche le conversazioni con i clienti e partner italiani di Oracle che hanno scelto il cloud per innovare i loro processi aziendali, rappresentati da Camilla Benedetti di Danieli, Manuela De Marco di Business Reply, Cristina Donati di TREVI, Mauro Maccagnani di Amplifon, Michele Paolin di Deloitte, e Carmelo Surace di Building Energy.
Infine al Modern Cloud Day, dopo il benvenuto del Tech Country Leader Alessandro Ippolito, spazio all’intervento di Andrew Sutherland, Senior VP Business Development Technology Lycense & Systems di Oracle EMEA, che ha tratteggiato nel suo keynote le caratteristiche di un vero Enterprise Cloud di nuova generazione – seguito dalle interviste a clienti Cloud di Oracle, quali Gianluca Avallone di Verti – con il partner Red Reply -, Giorgio Vergani di CNP Vita, Luca Ascolese di Generali e Marco Pesaresi di Coca Cola HBC.
Nel pomeriggio sono inoltree state organizzate diverse sessioni parallele dedicate agli sviluppatori con momenti di Hands On dedicati alla creazione di microservizi e chatbot, con due approfondimenti sul tema delle infrastrutture e sul tema del cambiamento dell’IT.