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Il Covid-19 colpisce duro anche il search negli Stati Uniti. Stime in calo del 14,8% nel primo semestre

eMarketer è tornata sulle stime degli investimenti in pubblicità search dopo che il Coronavirus a inizato a picchiare duro anche sugli Stati Uniti. Le nuove stime per il comparto USA, distribute al pubblico il 13 aprile, parlano di una diminuzione che si collocherà tra l’8,7% e il 14,8% nel primo semestre 2020, che è pari a un valore compreso tra i 6 e gli 8 miliardi di dollari in meno di quanto previsto in precedenza.

La stima previsionale della spesa pubblicitaria digitale negli Stati Uniti, completata il 6 marzo 2020, prevedeva invece un aumento del 14,4% del search per tutto il 2020.

La spesa per gli annunci della rete di ricerca è rimasta invariata nel 1 ° trimestre, grazie al costante buon andamento degli inizi del 2020, ma secondo le stime le principali riduzioni della spesa sopno inziate a marzo e proseguiranno nel secondo trimestre.
La spesa per gli annunci search nel secondo trimestre subirà un calo più marcato tra il 20,2% e il 29,4% su base annua, con gli inserzionisti di viaggi che ridurranno più drasticamente gli investimenti e che anche i budget nel settore dei media e dell’intrattenimento saranno ridotti drasticamente. Gli inserzionisti di altri settori, da parte loro, ridurranno in media lo spending, ma probabilmente non ci sarà un calo dei prezzi complessivamente così elevato per il search come per il display.

Come canale di performance marketing basato sul ritorno sull’investimento, la ricerca è spesso considerata relativamente sicura in una fase di  recessione, quando i marketer sono costretti a giustificare i budget, ma ci sono almeno due pressioni al ribasso sulla spesa per il search durante l’attuale crisi di cui tenere conto.

Innanzitutto il search è un canale in genere orientato alla promozione delle conversioni, incluso in negozio, e molte di queste conversioni non possono avvenire proprio ora a causa di quarantene e problemi correlati. In più i budget search non vengono pianificati in anticipo e possono essere messi in pausa (o al contrario attivati, ma non sarà questo il caso) in qualsiasi momento.

L’attività di eCommerce, infine, generalmente genera una quota significativa della spesa per gli annunci search, ma ora, le strette catene di approvvigionamento e le restrizioni logistiche – come quelle annunciate da Amazon per limitare le operazioni di magazzino – significano che diventa sempre più difficile per i consumatori acquistare molti articoli online. Secondo quanto è emerso sulla stampa, Amazon ha già notevolmente ridotto gli investimenti nel search di Google, probabilmente perché non vuole aumentare la domanda quando la merci sono già in esaurimento.

Le attuali linee guida quei esposte presuppongono che gli inserzionisti di diversi settori prenderanno decisioni differenziate sulle allocazioni di budget e che non tutti i settori del mercato degli annunci di ricerca subiranno lo stesso grado di declino durante il primo semestre.