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Il boom annunciato delle app di messaggistica istantanea: dall’introduzione dei workflow, all’evoluzione dei messaggi vocali, alle prossime integrazioni in ambienti di realtà virtuale

Il 2020 del mondo del lavoro sarà ricordato come l’anno delle videochiamate e delle app di messaggistica, tanto ampia, rapida e massiva è stata l’adozione di questi strumenti di comunicazione aziendale, a tutte le latitudini. L’istantaneità che, per definizione e anche per user experience, caratterizza questo tipo di strumenti, ha avuto un riflesso anche nella loro diffusione, con l’emergenza sanitaria che ha ridisegnato e remotizzato il lavoro.

Sono numeri da record a certificare l’exploit. Zoom, balzata al primo posto in termini di download dell’annuale classifica di Apple, ha chiuso il suo terzo trimestre del 2020 con un aumento dei ricavi del 367% su base annua, per un totale di 777,2 milioni di dollari. Microsoft Teams ha raggiunto la soglia dei 115 milioni di utenti attivi giornalieri. Infine Salesforce ha annunciato l’acquisizione di Slack per 27,7 miliardi di dollari – quasi 9 miliardi in più rispetto ai 19 spesi da Facebook nel 2014 per aggiudicarsi la messaggistica consumer, poi evoluta anche in business, di WhatsApp. Cifre vertiginose, che confermano quanto lo smart working abbia rilanciato la scommessa sull’instant messaging professionale non come semplice fenomeno di passaggio ma come spazio redditizio d’investimento.

È realistico attendersi, per i prossimi mesi, evoluzioni significative delle modalità di collaboration in generale e di questi strumenti in particolare, trattandosi in molti casi di soluzioni progettate e sviluppate in e per un mondo del lavoro pre-pandemico. In altre parole, si è finora assistito a manifestazioni embrionali delle possibilità di comunicazione che il lavoro da remoto aprirà, diventando lo standard permanente.

“Nel new normal, gli strumenti di messaggistica dovranno alzare l’asticella del normal e dimostrare tanto di new”, è la prospettiva di Luigi Fidelio, co-founder e CMO di Messagenius, app di messaggistica enterprise sicura. I messaggi testuali e vocali, la condivisione dei media e della posizione, così come la videochiamata erano già diventati funzionalità mainstream negli ultimi anni, nelle app sia consumer sia business. Le specificità delle comunicazioni di lavoro aprono certamente una nuova stagione della messaggistica per questo 2021, con funzionalità sempre più aderenti ai task e ai processi tipizzabili che caratterizzano la quotidianità del lavoro – continua Fidelio. La semplicità d’uso che ha reso vincente il messaging sarà il perno dell’efficientamento: useremo hub di messaggistica nei quali i workflow orienteranno lo sviluppo delle conversazioni; la produttività sarà supportata dal dialogo con sistemi, database e altri software in uso, in un concetto nuovo di collaboration.

I trend del 2021: la produttività al centro

L’uso sempre più frequente di strumenti di messaggistica che, per definizione, abilitano interazioni istantanee, pone però la necessità di garantire la produttività delle interazioni e di minimizzare le interruzioni indesiderate. Di fronte al rischio che le conversazioni sottraggano focus al lavoro e si sviluppino in modo caotico e non del tutto strutturato, sarà fondamentale renderle funzionali e aderenti ai workflow delle aziende che le adottano internamente. Si renderà inoltre necessaria la diffusione di una netiquette della messaggistica professionale, che renderà quanto più utili, dirette e al tempo stesso umane le interazioni tra colleghi.

I messaggi vocali, per esempio, sono una classica funzionalità a rischio deriva: semplici da inviare, ma impegnativi da ascoltare, seguire e recuperare. Messagenius li ha tenuti a lungo sotto la lente d’ingrandimento, per massimizzarne la produttività. “I messaggi vocali sono stati al centro dei nostri brainstorming per mesi. Sono utilissimi nella routine di tante aziende. Efficientarli è d’obbligo, specialmente per le comunicazioni on-field e, ancor di più, per le mission-critical. In Messagenius, con l’invio one-tap dalla lista contatti, con l’anteprima testuale che trascrive il parlato e con le etichette per categorizzare gli audio, abbiamo messo a punto un nuovo concetto di messaggio vocale che è il paradigma di come intendiamo la messaggistica professionale: nel lavoro e per il lavoro”, spiega Simone Giacco, co-founder e CTO Messagenius.

Scenari dal futuro

Non è difficile immaginare prossime integrazioni della messaggistica in ambienti di realtà virtuale. Si guarderà presto con uno sguardo vintage ai propri screenshot dagli sfondi esotici, che hanno spopolato durante la pandemia, e le sagome scontornate guadagneranno pixel e soprattutto nuove possibilità di azione in un ufficio virtuale iperconnesso. Si potrà così proiettare una presentazione alle proprie spalle e interagire con gli elementi presenti, rendendola uno spazio fruibile da altri o arricchendola di messaggi ‘parlanti’, proprio grazie alle possibilità che le app di messaggistica saranno in grado di aprire.

La proprietà e la protezione dei dati: spartiacque tra presente e futuro

I grandi sviluppi che si annunciano in questo settore impongono ancora maggior attenzione sulle questioni d’attualità che lo riguardano, con il recente e unilaterale cambio di policy di WhatsApp (ne parliamo qui), le luci e le ombre di Telegram, la valutazione da capogiro di Slack: i dati che gli utenti si scambiano attraverso la messaggistica istantanea sono al centro delle attenzioni, per finalità potenzialmente vastissime. Si tratta di un elemento imprescindibile nelle riflessioni che aziende e lavoratori devono operare, scegliendo a quale tool affidare comunicazioni, e quindi know-how e magari anche dati dei propri clienti. Negli anni, vari colossi IT, proprietari delle soluzioni mainstream, si sono resi protagonisti di vicende controverse legate alla gestione disinvolta di database, conversazioni, documenti e dati sensibili di utenti ed aziende. Proprietà e accessibilità dei dati si preannunciano come i fronti caldi sui quali i colossi del web, da una parte, e le aziende che ne usano gli strumenti, dall’altra, avranno posizioni non semplici da conciliare.

“Alla luce del dibattito sulle questioni di privacy legate a questa tipologia di software, occorre maggior attenzione sugli standard di sicurezza delle app di messaging”, conclude Giacco. “Realtà come Messagenius lavorano proprio per garantire massima sicurezza agli utenti e alle imprese. Consideriamo questo un aspetto nevralgico per rendere la messaggistica non solo utile ma anche sicura nei processi di lavoro”.

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