L’idea è semplice: una specie di Google Translator applicato però a un unico idioma, il coreano, una lingua che ha finito col riflettere lo stesso colossale divario – sociale, economico, culturale – creato da oltre 60 anni di separazione fra le due metà del paese. ‘Soulmate’ – questo il nome dell’app sviluppata da Cheil Seoul – nasce appunto per facilitare l’inserimento dei transfughi nordcoreani fra i banchi di scuola della Corea del Sud. Il progetto – che sarà lanciato ufficialmente a marzo – merita una menzione speciale anche perché totalmente autofinanziato dall’agenzia promotrice che così ha scelto di ‘investire’ il Bronzo ottenuto lo scorso anno a Cannes. Candidandosi probabilmente a un’altra vittoria.
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Ebolaind (01-02), l’app con il meglio dell’unconventional nel mondo, questa settimana ha selezionato per youmark…Samsung Medical Center, quando un Bronzo di Cannes viene ‘investito’
1 Febbraio 2016