Mercato

Il primo iPhone pieghevole segna il debutto pubblico di John Ternus alla guida di Apple

Tra chip A20 Pro, intelligenza artificiale on device e aggiornamenti per AirPods e Apple Watch, con l’iPhone Duo Cupertino traccia la rotta futura della digital experience e del consumer tech.

La  presentazione pubblica di John Ternus, il nuovo Ceo di Apple, ha segnato ufficialmente il passaggio di testimone dopo la chiusura dell’era di Tim Cook, ora presidente esecutivo, e si è aperta con una regia ironica e fortemente simbolica. Nel filmato d’apertura girato all’Apple Park, lo stesso Tim Cook è comparso in scena solo per liquidare il proprio ruolo da protagonista e indicare il successore con una battuta “No, not me. The fourth man for you, it’s him”, rompendo la tradizione dei passaggi di consegne aziendali formali e istituzionali.

L’esordio di Ternus ha conservato la pulizia formale e l’orientamento all’efficienza introdotti da Cook, ma ha segnato una netta distanza dal celebre, e accentratore, stile ‘teatrale’ di Steve Jobs. Se Jobs trasformava ogni keynote in uno show personale incentrato sul carisma individuale e sulla rivoluzione culturale, e Cook ha guidato l’azienda puntando sui valori sociali e sulla solidità della supply chain, Ternus si è presentato come un leader fortemente focalizzato sul prodotto e sul design ingegneristico puro, rimettendo al centro della narrazione aziendale la concretezza della tecnologia e la manifattura industriale.

Il debutto del primo foldable di Apple

Il fulcro dell’evento è stato rappresentato dall’iPhone Duo, il primo smartphone pieghevole del brand. Sviluppato con dimensioni simili a quelle di un passaporto da chiuso, l’iPhone Duo punta a un’ergonomia familiare e tascabile, evitando la percezione ingombrante di due telefoni incollati. È l’iPhone più sottile di sempre da aperto. Il display esterno è un Super Retina XDR da 5,4″ che offre una superficie pari al 90% di quella di iPhone 18 Pro.

Una volta aperto, svela il display interno più grande mai visto su un iPhone (un pannello Super Retina XDR da 7,6 pollici), protetto da uno strato in nanotexture polimerica che riduce al minimo i riflessi e la visibilità della piega centrale. La struttura è realizzata in titanio di grado 5 con finitura a specchio, abbinata a una cerniera di precisione composta da oltre 100 componenti e a un sistema di adesivi multistrato che permettono agli strati del display di scorrere come le pagine di un libro.

La protezione è affidata al Ceramic Shield sul retro e al Ceramic Shield 2 sul fronte (tre volte più resistente ai graffi), con certificazione IP68.

Prestazioni e architettura hardware

Il dispositivo è alimentato dal chip A20 Pro a 2 nanometri (lo stesso della gamma Pro), dotato di una CPU 6-core, una GPU 7-core più scattante del 40% e doppi Neural Engine 16-core. Per gestire il calore e garantire prestazioni stabili, integra un evoluto sistema di raffreddamento a camera di vapore progettato su misura e un’architettura a doppia batteria ad alta densità (una per lato) che assicura fino a 24 ore di utilizzo misto o 31 ore di riproduzione video interna.

Il comparto fotografico comprende una fotocamera principale Fusion da 48MP con stabilizzazione su sensore e un ultra-grandangolo anch’esso da 48MP, supportati da funzioni software avanzate per la ripresa (come i video 4K a 120 fps e lo Smart Framing) e da una videocamera FaceTime nascosta sotto il display.

Pur arrivando in ritardo in un segmento già presidiato da anni dai competitor Android, Apple sfrutta il proprio posizionamento per sdoganare i pieghevoli nel mercato consumer di massa. L’operazione punta su un’ingegneria dei materiali senza compromessi, su un ecosistema software completamente ridisegnato (iOS 27 con supporto a Split View, multitasking avanzato, StandBy esteso e API dedicate per app terze come Netflix, Zoom e Slack) e sulla totale integrazione con Apple Intelligence.

I prezzi e la disponibilità

L’iPhone Duo è disponibile con iOS 27.1 nei colori bianco stellare e cielo notturno, nei modelli da 256GB, 512GB, 1TB e 2TB, a partire da € 2.369 o da € 98,71 al mese per 24 mesi. In oltre 70 Paesi e territori, tra cui Australia, Brasile, Canada, Cina, Colombia, Francia, Germania, India, Italia, Giappone, Messico, Singapore, Corea del Sud, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Stati Uniti e Vietnam, sarà possibile preordinarlo dalle ore 14:00 CET di venerdì 16 ottobre, con disponibilità da venerdì 23 ottobre. Sarà disponibile in altri 28 Paesi e territori a partire da venerdì 30 ottobre.

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Cenni sulle altre novità

iPhone 18 Pro e Pro Max – La gamma tradizionale si rinnova introducendo scocche in alluminio colorato, il potente chip A20 Pro a 2 nanometri con raffreddamento a camera di vapore e una fotocamera principale da 48 megapixel dotata di un’innovativa apertura variabile meccanica a sei lame.

AirPods 5 – I nuovi auricolari portano la cancellazione attiva del rumore (ANC) per la prima volta anche sul design open-ear, integrando funzioni di traduzione simultanea e interazione hands-free con l’ecosistema intelligente.

Apple Watch Series 12 e Ultra – Equipaggiati con il nuovo chip S11, i wearable introducono un sistema di sensori biometrici avanzati (tra cui il monitoraggio continuo dell’HRV – Heart Rate Variability e la metrica di ‘prontezza’ fisica) e funzioni audio intelligenti come la trascrizione delle conversazioni e il ‘Live Rewind’, che permette di ‘tornare indietro nel tempo’ di 15 secondi rispetto a quanto si sta ascoltando in un determinato momento.

L’inseguimento sull’AI: Apple Intelligence e la nuova Siri

Storicamente percepita in ritardo rispetto ai giganti del software nel campo dell’Intelligenza Artificiale generativa, Apple ha tentato ora il definitivo salto di qualità puntando su un fattore distintivo: la privacy e l’elaborazione su dispositivo (on device).

La risposta strategica si concretizza nella nuova versione di Apple Intelligence e in una nuova generazione di Siri, profondamente integrata nell’ecosistema. Grazie ai modelli di fondazione proprietari e a una potenza di calcolo garantita dai nuovi processori (come il Neural Engine a 32 core del chip A20 Pro), la nuova Siri è in grado di attingere al contesto personale dell’utente (mail, messaggi, calendario e routine quotidiana) per anticipare le richieste, comprendere lo schermo in tempo reale e agire direttamente all’interno delle applicazioni (anche di terze parti).

L’obiettivo è chiaro: trasformare l’AI da semplice assistente vocale a hub personale e sicuro, colmando il divario con la concorrenza attraverso la leva della totale riservatezza dei dati.

di Massimo Bolchi