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Clubhouse pone fine alla sua fase Beta e rimuove il sistema a inviti. Si rifà anche il logo e adotta una nuova icona per la community. Ma i trend flettono verso il basso

A distanza di circa un anno dal debutto, Clubhouse fa la sua mossa finale per evitare il declino che in molti già gli pronosticano: eliminare il sistema a inviti per accedere. E già che c’è si rifà il logo, adottando anche una nuova icona per la app – quella di Justin ‘Meezy’ Williams – che rappresenta l’intera community, e ripensa anche il sito web, ma non realizza una versione della app per notebook, come fatto ad esempio da Whatsapp.

Un vero e proprio restyling, che segue un anno decisamente caratterizzato da alti a bassi, e dagli attacchi di una concorrenza crescente, da Twitter Spaces a Facebook Hotline. Perchè, purtroppo per Paul Davison e Rohan Seth, i fondatori, il modello di Clubhouse è piuttosto agevole da replicare in tutti i social, e l’esclusività di essere stati i primi a creare un ‘voice network’ non ha avuto una lunga vita.

Tant’è che nel giro di una anno la versione dell’app per Android si è affiancata a quella per Apple, abbattendo un primo ‘muro’ di esclusività. E adesso, con la cancellazione degli inviti, l’apertura a tutti: “abbiamo sempre voluto che Clubhouse fosse aperto. Tutti dovrebbero avere accesso alle conversazioni che più interessano, in tutto il mondo. E le Stanze di maggior successo proprio quelle in cui si possono incontrare persone molto al di fuori della propris cerchia sociale, con punti di vista ed esperienze di vita molto diverse, in grado di cambiare la prospettiva sul mondo”, si legge infatti nel blog post che annuncia la novità.

Ora resta da vedere quanto le persone seguiranno questa strada dell’accesso indiscriminato, e quanto peserà la perdita del piccolo privilegio, un po’ infantile in verità, dell’‘io ce l’ho e tu no’ tra gli utenti di Clubhouse.

In verità, l’accesso a inviti, inizialmente non era stato pensato in chiave di marketing, bensì per dare il tempo agli sviluppatori di migliorare gradualmente il social in base ai feedback acquisiti dagli utenti. Questo percorso di affinamento – è stato ribadito – continuerà nei prossimi mesi: il team di Clubhouse prevede di rilasciare nuovi aggiornamenti per l’app di Android e iOS mediamente ogni 1- 2 settimane.

Dal punto di vista numerico, tuttavia, i risultati di questo primo anno, caratterizzato dall’impetuosa crescita inziale e dal successivo declino, sono contrastanti: il personale dipendente è passato da otto a 58 unità, e le ‘stanze’ hanno raggiunto quotidianamente il mezzo milione. Ma la community è cresciuta solo di 10 milioni di persone da quando è stata lanciata la versione per Android, e i messaggi sulla piattaforma attraverso il sistema ‘Backchannel’ si limitano a 90 milioni circa dal momento del lancio.

Di contro, l’utente medio – affermano da Clubhouse – oggi trascorre più di un’ora al giorno sul social dell’audio e gran parte degli utenti non si limita ad ascoltare, ma interagisce attivamente con gli speaker. “Sappiamo di avere molto altro da fare e molto altro da costruire nelle prossime settimane, mesi e anni”, si legge sempre sul blogpost firmato dai due fondatori.

Che altro dire? Buona fortuna, noi non scommetteremmo troppo denaro sulla  buona riuscita dell’impresa.

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