Interactive

Amazon raggiunge il terzo posto come venditore di Display Adv negli USA, dopo Facebook e Google. Prossimo passo: branding e video ad

È noto che la maggior parte dei ricavi – quelli dalla pubblicità, ovviamente – di Amazon arrivi dal Search Adv, ma i lavori sono in corso per far crescere anche quelli del Display Advertising: in realtà in questo ambito si attende l’arrivo del maggior incremento nei prossimi anni, ma i risultati attuali sono tutt’altro che disprezzabili.

Quest’anno Infatti Amazon ha ricavato un netto di 2,76 miliardi di dollari della pubblicità, diventando così il terzo venditore di pubblicità display negli Stati Uniti, dopo Facebook e Google. I ricavi e i guadagni di Amazon in questo settore, nel Display Adv si intende, provengono da un pluralità di offerta, che include pubblicità display vera e proprie su Amazon e sulle altre properties di proprietà diretta (come per esempio Twitch); i video ad di questi stessi siti; e alcune pubblicità acquistate su altri siti attraverso i DSP di Amazon.

Secondo Tinuiti, un’agenzia di pubblicità a performance americana, gli investitori pubblicitari hanno speso maggiormente attraverso la DSP quest’anno, con un + 30% di crescita nel Q3, mentre i CPM si sono anche incrementati del 15%. In totale, nel terzo trimestre, tre acquisti su quattro che sono stati effettuati attraverso la DSP di Amazon riguardavano pianificazioni sui siti posseduti da Amazon: i clienti di Tinuiti stanno continuano ad utilizzare la DSP di Amazon nella la parte bassa del funnel di acquisto, ma questo sta cambiando con il tempo. Da un rapporto 74 a 26 negli investimenti, a favore della pubblicità orientata l’acquisto, rispetto a quella dedicata all’awareness e alla consideration., nel terzo trimestre di quest’anno il rapporto si è riposizionata fino quasi alla parità: l’acquisto è ancora dominante, ma i rapporti si sono molto avvicinati, arrivando a pesare 58 contro 42.

Non va semplificata questa catalogazione, tuttavia: il Display Adv non si traduce in ogni caso nel costruire il brand: gli esperti interrogati su questo aspetto sono però concordi sul fatto che Amazon stia “sviluppando i muscoli” per essere efficace anche in tale ambito. I “Brand Stores”, i negozi di marca, sono citati da molti come un pezzo importante della spinta verso il branding che il marketplace sta sviluppando in parallelo con l’eCommerce. La maggior parte degli investitori, inoltre, vedrebbero bene un maggior numero di video ad su Amazon, benché vi sia ancora un dibattito aperta circa l’utilità di pianificarli all’interno dei programmi di Prime Video, in futuro.

Il principale analista di eMarketer, Andrew Lipsman, al riguarda confida che non manchi molto al momento in cui i consumatori cliccheranno su un video per procedere automaticamente all’acquisto, senza intermediazione di siti o piattaforme di eCommerce. Comunque per il momento i video ad di Amazon sono concettualmente ancora posizionati verso la fine del funnel, quando il consumer journey è prossimo a terminare. Ma già partito il prossimo modo di utilizzarli in pubblicità, con i video tra i risultati di ricerca!