Come al microfono di youmark racconta Joanne Skilton, Head of Leasing Battersea Project Holding Company Limited, invitando gli interessati ad approfondire i dettagli della proposta anche all’interno del sito.
E al richiamo di questo straordinario progetto (le altre città interessate sono Londra, Kuala Lumpur, New York, Dubai, Parigi, Singapore, Hong Kong e Shanghai, Los Angeles, Tokyo, Pechino e Doha), i nostri connazionali hanno aderito in molti, almeno a giudicare dalle presenze all’evento milanese di ieri sera presso il Magna Pars Suite Hotel di Via Forcella).
Ma non avevamo dubbi, visto che il progetto è stato definito dallo stesso Primo Ministro britannico David Cameron il ‘fiore all’occhiello’ della vasta area di rigenerazione del centro di Londra. Così, il sito industriale dismesso (17 ettari sulla riva sud del Tamigi) diventerà, dopo 30 anni di abbandono, un quartiere con quasi 4.000 abitazioni, oltre 250 negozi, bar e ristoranti, molte imprese alla ricerca di nuovi spazi per uffici, strutture per il tempo libero e più di sette ettari di spazio pubblico. Il tutto appartenendo a un consorzio di investitori malesi tra cui S P Setia, Sime Darby e l’Employees’ Provident Fund.
La prima fase del progetto aprirà nel 2016, avendo programmato di ultimarlo per il 2025. Vi vivranno e lavoreranno 25.000 persone e 40 milioni saranno i visitatori attesi l’anno, rendendo Battersea Power Station uno dei più grandi complessi commerciali, culturali e per il tempo libero nel centro della città. Inoltre, si prevede che le imprese lì operative immetteranno quasi un miliardo di sterline l’anno nell’economia britannica nei primi venti anni di attività.
Inutile sottolineare quanto un progetto di questo calibro abbia voluto accaparrarsi la migliore qualità di design e planning urbano, ricadendo la scelta su architetti di fama internazionale, tra cui Wilkinson Eyre, Ian Simpson Associates, dRMM, Foster + Partners, Rafael Viñoly e Gehry Partners.