A dieci anni dalla morte di Carlo Gajani, arriva a Bologna una retrospettiva dell’artista a cura di Renato Barilli, coadiuvato da Piero Casadei e Luca Monaco per la fotografia e Giuseppe Virelli per la pittura. La mostra è promossa dalla Fondazione Carlo Gajani, presieduta da Angela Zanotti Gajani e dal Liceo artistico Francesco Arcangeli di Bologna.
La mostra ripercorre l’intera carriera di Gajani attraverso una selezione di opere che copre un arco temporale di oltre quarant’anni, diviso in tre sezioni principali. La prima e la seconda sono dedicate rispettivamente all’incisione e alla pittura e vanno dagli anni Sessanta agli anni Settanta del secolo scorso, con un percorso che pone sotto la lente d’ingrandimento il passaggio dell’artista dalla prima fase Informale a quella propriamente Pop, per concludersi con un ultimo periodo caratterizzato dalla sperimentazione di una sorta di pittura neo-divisionista.
La terza e ultima parte, invece, è interamente dedicata alla fotografia, vera e propria seconda giovinezza artistica di Gajani, in cui l’artista procede con il testare e saggiare le diverse possibilità espressive del mezzo fotografico attraverso l’esplorazione di temi diversi, del ritratto e dell’autoritratto, del nudo e, infine, del paesaggio, quest’ultimo inteso sia come luogo al di fuori di sé, sia come spazio per una riconquista di una memoria più intima e personale.
Il progetto espositivo è arricchito da un video sull’artista e sulla nascita della Fondazione a lui dedicata, realizzato dagli studenti del Liceo Arcangeli.
In ultimo, si segnala che nel corso dei giorni della mostra sono previsti due incontri-conferenze interamente dedicate alla figura di Gajani in relazione allo spazio e al tempo da lui vissuti.