In Nicaragua, nel cuore del cosiddetto Corridoio Secco – una delle aree dell’America Centrale più esposte agli effetti della crisi climatica – coltivare la terra diventa sempre più difficile. Siccità prolungate, piogge imprevedibili e raccolti compromessi mettono a dura prova intere comunità rurali. In questo contesto già fragile, le donne hanno storicamente occupato una posizione marginale, escluse dai ruoli tecnici e dai processi decisionali legati all’agricoltura.
Oggi, però, qualcosa sta cambiando grazie al progetto The Climate Women, promosso da MullenLowe Nicaragua insieme alla Delegazione dell’Unione Europea in Nicaragua e a FEM Fundación Entre Mujeres. L’iniziativa ha formato una rete di agricoltrici in grado di gestire un sistema di allerta climatica autonomo, basato su stazioni meteorologiche a bassa tecnologia, gruppi WhatsApp e radio comunitarie.
L’aspetto più innovativo non è solo l’accesso alle informazioni, ma il controllo delle stesse. Le donne non si limitano a ricevere dati meteo: li raccolgono direttamente, li analizzano e li trasformano in previsioni puntuali, calibrate sulle specificità del territorio. Informazioni iper-locali che diventano strumenti concreti per decidere quando seminare, irrigare o proteggere le colture.